Umbria Mobilità, il famoso prestito salva-azienda? E' tutto fermo da 4 mesi

Le lettere di padronage e la promossa di ricapitalizzazione dei soci non ha sortito nessun effetto sulle banche che vogliono delle garanzie: ma l'unica ad aver versato la sua parte è la Regioni....

La ricapitalizzazione dei soci? Il potenziale finanziamento delle banche per salvare l'azienda in attesa sia dei soldi che arriveranno da Roma che la riorganizzazione dei costi aziendali? Tutto è fermo al punto di partenza da 4 mesi. E' questo lo stato dell'arte della crisi di Umbria Mobilità fino ad oggi. Le lettere di patronage che hanno fatto i soci - e non tutti ancora - non hanno sortito nessun effetto se non c'è stata ricapitalizzazione e né un impegno preciso nel bilancio 2013. L'unico ente ad aver tirato fuori i denari è stata la Regione dell'Umbria. Tutti elementi che sono emersi con chiarezza in commissione trasporti del Consiglio regionale dell'Umbria dove i vertici dell'azienda sono stati praticamente "interrogati" dai vari commissari. Il prestito ponte - o salva-azienda - è fissato a 25 milioni di euro; tanti per le banche che vogliono avere più garanzie possibili prima di aprire la borsa anche se solo parzialmente. 

“Attualmente, però – come ha sottolineato Mauro Proietti, direttore amministrativo di Umbria Mobilità  – a distanza di 4 mesi (dall'insediamento del nuovo management) l'iter è ancora al punto di partenza. Ad oggi soltanto la Regione ha versato il capitale, mentre gli altri enti hanno rimandato l'operazione all'approvazione del bilancio 2013”. I soldi anche per i soci in cassa non ci sono dopo i tagli nazionali del Governo Monti. 

Da settembre partiranno i tagli alle corse considerate non strategiche: sia su gomma che su rotaia. Dalla Commissione però emerge di non far fuori il progetto di Roma Tpl che potrebbe essere molto appetibile per il nuovo socio privato che si sta cercando disperatamente. L'amministratore delegato Viola su questo punto è stato chiaro: "In questo caso è importante mantenere i nervi saldi perché la soluzione non è quella di far 'saltare' Roma Tpl, ma ottenere da essa un piano di rientro e su questo stiamo facendo ottimi passi in avanti”. Passi in avanti ma neanche un frase in più per capire quante rate, a quanto tempo e quanto respiro possono dare all'azienda. Come sempre su Umbria Mobilità c'è massima incertezza su tutto. Oltre che sugli stipendi dei lavoratori.

CORSE GIA' A RISCHIO - Il mancato rispetto degli accordi sugli stipendi da parte dell'azienda ha fatto scattare l'immediato blocco degli straordinari da parte delle Rsu di Umbria Mobilità E così la stessa azienda ha diramato una nota preventiva: "A seguito di posizioni assunte dalle Organizzazioni Sindacali del personale nei confronti dell’Azienda, con nota dello scorso 8 marzo e divulgate dalle stesse Organizzazioni a mezzo stampa, potranno verificarsi sporadiche irregolarità nel servizio svolto con autobus, con mancata effettuazione di singole corse". Tradotto: siccome il personale è sul piede di guerra alcune corse coperte fino ad oggi con la buona volontà non pagata dei dipendenti salteranno.  

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