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Umbria Mobilità, politici e funzionari sotto indagine: "Danno erariale da 45 milioni"

Inchiesta della procura della Corte dei Conti su Umbria Mobilità, che ha appena inviato quarantacinque inviti a dedurre a politici di Regione e Provincia e dirigenti di UM

Inchiesta della procura della Corte dei Conti su Umbria Mobilità, che ha nviato quarantacinque inviti a dedurre a politici di Regione e Provincia e dirigenti della partecipata per un danno erariale di quasi 45 milioni. Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, "l’ipotesi di danno erariale sarebbe di 45 milioni di euro: 17 milioni di finanziamenti, l’aumento di capitale da cinque milioni e il prestito da 3,6 milioni erogato dalla Provincia". Qui tutti i nomi dei 45 invitati a dedurre sui finanziamenti a Umbria Mobilità.

L'inchiesta, costola quella penale sull’utilizzo dei fondi pubblici portata avanti dal pm Manuela Comodi, coinvolge amministratori e funzionari. 

Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero (qui l'articolo completo)

“nel mirino della Corte dei conti i finanziamenti erogati negli anni dai soci pubblici Regione e Provincia a Umbria mobilità per 17 milioni di euro, l’aumento di capitale sociale (altri cinque milioni da palazzo Donini) e il prestito da 3.600.000 erogato dalla Provincia. Tutti soldi che, secondo le accuse, sono stati stanziati «per sopperire alle gravi carenze gestionali, senza alcuna utile prospettiva futura e solo per fornire liquidità aggiuntiva alla società per permetterne la soppravvivenza». A questi conti, infine, il procuratore Giuseppone aggiunge circa 14 milioni e mezzo di euro «a titolo di contributo per la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria che è rimasta nella competenza della società all’indomani della cessione del servizio di tpl a Busitalia Sita Nord spa avvenuta a fine 2013». «Tale erogazione - scrive il magistrato - sarebbe dovuta avvenire a seguito del controllo in merito al rispetto degli obblighi previsti in capo al concessionario che, in realtà, non parrebbero essere mai stati effettuati (...), risolvendosi non in un corrispettivo di un servizio effettivamente svolto, ma in un surrettizio finanziamento a fondo perduto»”.

 

Umbria Mobilità, indagine della Corte dei Conti: le precisazioni della Regione Umbria

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