Umbria Mobilità, l'azienda fa spallucce con i dipendenti sui soldi arretrati e sulle riassunzioni

Una fumata nera e stavolta gli scioperi a catena si avvicinano sempre di più. La rabbia dei sindacati che in Prefettura hanno visto l'azienda non cedere sugli arretrati e non offre garanzia sulla riassunzione nella futura società con i privati

La crisi nella crisi. I vertici dell'azienda Umbria Mobilità non hanno nessuna intenzione di cedere alle richieste dei sindacati dei lavoratori che ormai sono ad un passo dallo sciopero permanente dato che stanno pagando in prima persona - stipendi e altri compensi in ritardo o non dati - le scelte sbagliate dell'azienda. L'ennesima rottura si è consumata in Prefettura dove si è cercato un accordo.

Le segreterie regionali di  Filt-Cgil,  Fit-Cisl,  Uilt-Uil,  Faisa-Cisal e  Orsa hanno scritto "di disappunto per l’esito negativo della conciliazione esperita in data odierna in sede prefettizia ai sensi della Legge 146/90 così come modificata dalla Legge 83/00.Infatti, in tale sede istituzionale, nonostante gli sforzi profusi dal delegato del Prefetto Dr. Grillo e il senso di responsabilità messo in campo dai lavoratori l’azienda, nella persona del Direttore Amministrativo Rag. Proietti, ha mostrato poca elasticità rispetto alla posizione iniziale. Nel merito di quanto discusso nella conciliazione, facciamo presente che, nonostante il dettato contrattuale sancisca termini di pagamento perentori riguardo alle retribuzioni del personale (compresa la 14ma mensilità), la grave situazione economico-finanziaria dell’azienda ha portato i sindacati. ad accettare, responsabilmente, il pagamento differito delle retribuzioni correnti, pagate oramai sistematicamente in ritardo di diversi giorni, il pagamento dilazionato della 14ma mensilità nonché, infine, il pagamento in ritardo dell’Una Tantum derivante dall’Accordo Nazionale del 26 aprile 2013.Nonostante questa apertura, l’azienda ha mostrato una rigidità tanto inaspettata quanto inopportuna, “concedendo” solamente una riduzione del numero di rate della 14ma dalle 7 inizialmente proposte alle 5 che hanno rappresentato il punto di caduta definitivo".

Una fumata nera che porta ad una nuova minaccia: "I sindacati valuteranno le possibili forme di lotta e di mobilitazione del personale da intraprendere, riservandosi di comunicarne le modalità di effettuazione nei prossimi giorni". Il clima è esasperato anche perchè Umbria Mobilità non ha mantenuto già l'impegno di scrivere nero su bianco la riassunzione di tutte le maestranze con la nascita della nuova azienda dove il 70 per cento delle quote sarà in mano ai privati.

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