Umbria Mobilità, addio a Roma: "inevitabile aumento dei biglietti"

I vertici dell'azienda umbra ammettono che servono 50 milioni per andare avanti. Sospeso il servizio su Roma che costa 1 milione di euro al mese. Nuovi contratti con i comuni per incassare nuove risorse

Umbria Mobilità sospende il servizio di trasporto su Roma finchè non incasserà parte dei crediti accumolati (60milioni di euro). La conferma è arrivata direttamente dai vertici dell'azienda perugina che è stata "interrogata" dalla commissione provinciale che è rappresentante proprio del socio di maggioranza, la Provincia di Perugia. Un servizio impegnativo ogni giorno per seimila chilometri che costa al mese qualcosa come un milione di euro; una cifra che non può permettersi se vuole evitare la chiusura per fallimento.

L’intera operazione ha l’obiettivo di interrompere le perdite da un lato e di recuperare crediti e, quindi, liquidità dall’altro. Ma la situazione resta comunque critica: servono 50milioni di euro per il fabbisogno e al momento le banche, per il famoso prestito ponte, non hanno ancora deciso se concedere oppure no i 20-25 milioni di euro chiesti dall'azienda.  Certo anche l'aumento del biglietto da settembre:“La rete di trasporto – ha chiarito – pur mantenendo la capillarità dei servizi, va rivista calibrando le reali necessità. Con le amministrazioni locali e la Regione discuteremo anche di un probabile aumento tariffario, inevitabile da settembre tenendo conto che l’introito per Tpl di 1,81 euro a chilometro è tra i più bassi d’Italia e non più sostenibile alla luce dell’inflazione che ha colpito l’intero comparto del trasporto per costi di carburante e quant’altro. Si tratta di problemi che non possiamo nascondere e con i quali stanno facendo i conti altre realtà italiane”.

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Questo vuol dire che si graverà ulteriormente sulle famiglie e sulle casse comunali che dovranno far fronte anche ai tagli. Umbria Tpl metterà anche in campo un piano antievasione su larga scala con il sistematico controllo dei biglietti a bordo dei pullman e una revisione dei costi interni dell’azienda attuando una comparazione con analoghe realtà del nostro Paese. Ma l’obiettivo dichiarato dai rappresentanti della Provincia e della Regione è la ridefinizione complessiva del sistema del trasporti pubblici umbri salvaguardando i servizi essenziali (pendolari e studenti in primis).

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