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Coronavirus, medici di famiglia in prima linea senza mascherine protettive: "Ecco come operiamo. Ma stanno arrivando"

Il racconto del dottore Scarponi, responsabile della comunicazione per la categoria, tra visite in ambulatorio e quelle a rischio a domicilio. Da Roma in arrivo 19mila kit per l'emergenza

Per tutta l'emergenza sanitaria sono stati costretti ad operare in condizioni di rischio altissimo. Non solo in ambulatorio ma anche direttamente a casa dei loro pazienti. I medici di famiglia dell'Umbria ad oggi, 12 marzo, non hanno mai ricevuto le famose mascherine protettive - quelle speciali - per difendersi e difendere anche gli altri dal rischio contagio del coronavirus. Proprio loro a cui a livello nazionale e regionale è stato dato un ruolo fondamentale per arginare la diffusione e raccogliere informazioni primarie sui potenziali sintomi.

Proprio loro che hanno continuato a lavorare, seppur ricevendo un paziente alla volta in ambulatorio, in piena emergenza e nel momento di massimo allarme del coronavirus anche in Umbria. In questi giorni e in queste ore, decine di medici di famiglia, hanno denunciato questa situazione assurda che dimostra, conferenze a parte, quanto tutto sia lacunoso e spesso i provvedimenti anti-contagio siano contenuti vuoti da riempire strada facendo. Il rappresentante dei medici, Tiziano Scarponi, responabile anche della comunicazione, ha confermato tutto a Perugiatoday.it e Ternitoday.it: "Abbiamo utilizzato e stiamo utilizzando ancora oggi mascherine nostre, quelle chirurgiche, dato che non ci sono state fornite quelle protettive, adeguate all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo e affrontando. Ci hanno dato dei guanti e una bottiglia di Amuchina. Tutto qua".

Il problema sono le mascherine protettive, tutto il resto gli studi erano ben forniti da sempre: "Solo ieri ho effettuato delle visite a domicilio per dei pazienti storici a letto con febbre: prima di entrare, pur adottanto tutte le precauzioni, mi sono fatto il segno della croce. Ma non potevo non visitare queste persone. E' il mio lavoro. I medici di famiglia sono un punto di riferimento fondamentale per le famiglie". Scarponi, da giorni, sta sollecitando le autorità sanitarie per poter avere le mascherine protettive e tutto il materiale adeguato all'emergenza.

E qualcosa potrebbe muoversi in giornata anche in previsione del picco che in Umbria potrebbe non essere ancora arrivato, seppur la task-force è riuscita a isolare in quarantena tantissime persone venute a contatto con i pazienti contagiati. "Adesso sembra, dopo le ultime telefonale, che stanno preparando i kit da distribuire a tutti i medici di famiglia. Speriamo dunque che tra oggi pomeriggio e domani tutti saremo forniti". La Regione, da quanto appreso in ambienti di Palazzo, avrebbe confermato l'arrivo da Roma di 19 mila mascherine FFP2 che basterebbero per risolvere tutte le criticità regionali. Prevista per domani anche una fornitura di altre 15 mila mascherine chirurgiche, classiche. Le Asl avrebbe ricevuto tutto e dovrebbero partire i kit a breve. "Speriamo che sia la volta buona: noi ovviamente vigileremo e vi faremo sapere per il bene non solo nostro ma di tutta la comunità".

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