Cronaca

L'Umbria avrà a disposizione gli anticorpi monoclonali: primo invio a marzo. Ecco come combattono il Covid

L'annuncio è stato dato dall'assessore Luca Coletto nel giorno in cui il consiglio regionale vota la mozione della Lega sul loro utilizzo

L'Umbria potrà contare sugli anticorpi mococlonali per combattere il Coronavirus. L'annuncio ufficiale, dopo le richieste già fatte dalla presidente Tesei al Ministro Speranza nei giorni scorsi, è arrivato nel giorno in cui il consiglio regionale all'unanimità votava la mozione della Lega che chiede alla Giunta di “attivarsi presso il Governo per avere a disposizione, ai fini di un utilizzo immediato, anticorpi monoclonali per il trattamento del Covid 19”. L'assessore Luca Coletto ha confermato che stanno per essere inviati alcune scorte dopo il via libera dell'Aifa e del Ministero della Salute.

“Per metà marzo potremo avere nella disponibilità delle nostre farmacie gli anticorpi monoclonali. Un obiettivo importante e una ulteriore possibilità di cura. Un ulteriore vantaggio per la cura domiciliare, che potrebbe evitare di intasare le terapie intensive dando risposte a chi soffre già di alcune gravi patologie". Valerio Mancini, prima firmatario della mozione, ha spiegato in un'aula come agiscono gli anticorpi monoclonali, chi li produce e attualmente chi li sta utilizzando come cura. "Gli anticorpi monoclonali sembrerebbero agire anche contro il Covid-19 come gli anticorpi naturali, per cui si legano al patogeno facendo in modo che non riesca ad entrare nelle cellule umane, quindi ad infettarle e replicarsi; sia più facilmente fagocitato dalle cellule del sistema immunitario deputate a questa funzione, quali i macrofagi presenti nel fegato, nella milza e nei tessuti". 

E c'è un'azienda in Italia, nel lazio, che ha messo in produzione questa tecnica: "La Bsp Pharmaceuticals di Latina, insieme ad altri 6 stabilimenti nel mondo, gestisce alcune delle fasi principali della produzione di Bamlanivimab. L'azienda già da dicembre ha iniziato a fabbricare oltre 100 mila dosi al mese dedicate ai Paesi dove il farmaco è stato autorizzato, come in USA, Canada e Israele, o come in Ungheria e Germania dove è già iniziata una nuova somministrazione".

Fino a qui le buone notizie. Da qui in poi quelle non buone: quante saranno le scorte per l'Umbria? Sembrerebbero molto poche. Basti pensare che l'Italia si è mossa solo a febbraio per acquistarne e bisognerà attendere dato che molti grandi Paese, già elencati, hanno prenotato da tempo le dosi. Tra la fine del mese e l'inizio di marzo arriverebbe in mano al commissario nazionale arcuri 15mila dosi e poi bisognerà attendere. Un duecento-trecento il riparto in Umbria per i prossimi giorni? 

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