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L'Umbria imbocca il sentiero dell'autonomia (con Toscana e Marche): "Il Governo deve trattare con noi"

Apertura anche al Lazio. Palazzo Donini chiede più autonomia su trasporti, edilizia, urbanistica, formazione, sanità e protezione civile

La “grande bellezza”, con il suo paesaggio ed i beni culturali, e tutta la filiera che coinvolge gli operatori economici del settore, le istituzioni culturali e finanziarie. L'Umbria potrebbe ottenere più autonomia, in modo da gestire in proprio la valorizzazione del patrimonio culturale, oggi affidato in coabitazione con lo Stato e le Soprintendenze. Più delicato il campo della tutela del patrimonio culturale, su cui, peraltro, la Regione potrebbe avanzare la richiesta di avere un ruolo pro-attivo sulla scelta e valutazione dell'operato delle soprintendenze.

Più in generale la Regione potrebbe richiedere l'attribuzione anche in via di delega di tutta una serie di funzioni amministrative paesaggistico-ambientali, fermo restando il potere sostitutivo e di vigilanza dello Stato.

Con l’acquisizione delle competenze richieste si otterrebbe una razionalizzazione degli interventi di tutela, valorizzazione e gestione dei beni culturali regionali derivante dalla riconduzione ad unità dell’azione amministrativa. Questo consentirebbe la salvaguardia e la conservazione del bene, grazie anche alla correlazione della prassi operativa con la ricerca sviluppata da università, imprese e istituti culturali in Umbria; la conoscenza, il godimento e la fruizione pubblica del bene, lo sviluppo di nuove tecnologie e metodologie e il raccordo con le filiere produttive; il potenziamento delle attività di tutela attraverso attività di valorizzazione.

Si richiedono, inoltre, l’acquisizione della titolarità o della gestione dei beni culturali statali presenti sul territorio regionale (musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche, complessi monumentali), al fine di superare l’attuale gestione accentrata ritenuta non più compatibile con un efficiente assetto delle competenze e con una adeguata allocazione di risorse finanziarie che occorre fiscalizzare, ivi compreso il Fondo unico per lo spettacolo.

Il medesimo risultato potrebbe essere rafforzato mediante il conseguimento dell'autonomia anche nel campo dell'urbanistica e dell'edilizia.

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