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Umbria Jazz e i concerti a numero chiuso, Pagnotta: "Per gli errori di Torino perchè deve pagare il resto d'Italia?"

Il direttore artistico Carlo Pagnotta si dice preoccupato per le restrizioni ma allo stesso tempo è sicuro della grande qualità della kermesse che parte oggi fino al 16. A Norcia, all'anteprima, troppi pochi quelli fatti entrare

"Ma che colpa ha il resto d'Italia se a Torino si è peccato di superficialità nel valutare l'impatto della finale di Champion League?". Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, non è certo uno che te le manda a dire. Ci mette sempre la faccia (e la voce). Come ha fatto con il Corriere dell'Umbria - a firma di Claudio Bianconi - commentando le nuove regole sulla sicurezza dopo i fatti di Torino (e in chiave anche anti-terrorismo) che di fatto rischiano di limitare la circolazione nei concerti gratuiti di piazza. E questo può essere un boomerang per gli organizzatori, gli sponsor e le attività commerciali: meno persone, meno introiti e meno appeal per gli sponsor.

Umbria Jazz blindata, piazze a numero chiuso e controlli: "No ai check point, non siamo in guerra"

"A Norcia, nel primo esperimento di Umbria Jazz" ha ribadito al Corriere dell'Umbria Pagnotta "la piazza era occupata da mille persone, ma era piena per metà" Il rischio è grande e l'emergenza, sinceramente, molto ma molto meno analizzando tutto lo storico e gli appuntamenti passati. "Non vorrei che stessimo esagerando un po' con le cautele". Il popolo di Umbria Jazz oscilla dai 400mila ai 500mila durante l'intera manifestazione. E' questa la forza di una kermesse che va aventi da 44 anni. Si spera che la qualità del cartellone 2017 possa sopperire ad eventuali blocchi dei tornelli imposti da Questore e Prefetto dopo l'ordinanza italiana. 

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