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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Centro Storico

Umbria Jazz 2012, il bilancio: 80 concerti in meno ma stessa qualità

Nell'anno di una profonda crisi economica per il Paese, Umbria jazz dimostra forza e solidità nonostante il cartellone dei concerti abbia subito un taglio, rispetto al 2011, di 80 appuntamenti

L'edizione di Umbria Jazz 2012 è stata la prima edizione del festival nell’Italia della crisi economica, che si caratterizza per le gravi difficoltà del mondo dello spettacolo e delle cultura, in alcuni casi, così pesanti da determinare la cancellazione o il pesante ridimensionamento di manifestazioni.

Umbria Jazz dimostra forza e solidità e grazie alle istituzioni – Regione, Provincia e Comune di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio – con la consueta assenza del Ministero, che, sia tecnico o politico, continua a ignorare il più grande festival jazz italiano ed uno dei più famosi al mondo -  e grazie ai sostenitori privati, ma soprattutto grazie al pubblico, che resta il principale sponsor, l'evento principe dell'Umbria ha superato la prova.

Perugia, ancora una volta, è stata per dieci giorni la capitale del jazz e non solo del jazz, italiano. Il suo centro storico si è vestito ancora una volta a festa, e soprattutto la seconda parte del festival ha fatto registrare il consueto pienone. L'ufficio stampa della manifestazione fa notare che in tempi di crisi sono sempre le manifestazioni di massa quelle che più ne risentono, non certamente quelle di nicchia e di elite che viaggiano su piccoli numeri. Umbria Jazz resta una manifestazione di massa, e non era per nulla scontato.

L’edizione 2012 incassa poco meno di un milione di Euro, rispetto a 1,2 milioni del 2011, ma con un cartellone di 180 concerti a fronte dei circa 260 dello scorso anno. L’incasso avrebbe potuto essere maggiore, fino a pareggiare addirittura quello del 2011 se soltanto l’arena fosse stata in grado di contenere le richieste per il concerto di Sting.

Alleggerire il programma senza abbassare la qualità è stato il compito principale responsabilmente svolto da Fondazione e Associazione. Alcuni tagli, per esempio la marching band di mattina ed alcuni concerti teatrali, sono stati dolorosi ma necessari. Noi riteniamo che in ogni caso lo snellimento del programma non ha comportato limitazioni significative.   

Musicalmente, è stato un grande festival, degno del livello qualitativo di Umbria Jazz. Un festival con il jazz nel cuore e che fa del jazz il cuore del cartellone, ma anche un festival di musica “altra”. Sonny Rollins, al quale è stato consegnato il Baiocco d'ordo, Sting, Erykah Badu, fino ad arrivare alla straordinaria notte di Ralf: significa che a UJ si suona la musica del mondo, senza preconcetti o steccati.

E’ un segno di vitalità di un festival che non per caso il prossimo anno festeggerà prima i 20 anni di Umbria Jazz Winter a Orvieto e poi i 40 anni di vita dell’edizione estiva. Proprio in vista di questo anniversario, Fondazione e Associazione UJ avvieranno un confronto al loro interno e con le istituzioni per verificare quali strade potrà percorrere nel suo futuro una manifestazione che ha cambiato più volte formula e look proprio per non tradire la sua fondamentale identità.

Umbria Jazz con orgoglio vuole confermarsi veicolo dell’immagine di una regione creativa ed in grado di proporre una qualità della sua vita culturale che ha pochi eguali in Italia. Altro tema che sarà affrontato sarà come UJ potrà dare il suo contributo al progetto di candidatura di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura. Sarà la prima grande manifestazione a farlo, laddove si registrano, fino ad oggi, scarsi segnali di attenzione da parte dei principali festival umbri nei confronti di questo passaggio decisivo per le politiche non solo culturali della regione.

Nel frattempo, sono state definite le date dell’edizione 2013: dal 5 al 14 luglio 2013.



 
 

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