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Analisi sui tamponi umbri positivi: 8 su 10 sono frutto di varianti. Ecco perché sale il numero di ricoveri e decessi

I primi dati elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità su un campione rappresentativo di tutto il territorio regionale

Una volta individuate - tra i primi in Italia - la diffusioni delle varianti del Covid, quella inglese e la poco conosciuta ancora brasiliana, acclarato che tale modifica del virus stava facendo pensamente risalire i ricoveri (mai così alti dall'inizio della pandemia), il passaggio successivo, secondo sia task-force regionale che l'Istituto Superiore delle Sanità, era quello di capire quanto variante sta circolando in tutto l'Umbria rispetto al Coronavirus della prima e della seconda ondata.

Da qui la decisione di girare a campione 200 tamponi processati da 5 laboratori umbri, rappresentativi di entrambe le province. I primi 77 sono stati analizzati a Roma e il verdetto è stato impietoso: 63 sono frutto di variante (41 di quella brasiliana), soltanto 14 sono i contagi del virus che impropriamente definiamo tradizionale. Il che vuol dire, in attesa degli altri 123, che ben  l'81 per cento dei casi da gennaio ad oggi sono frutto della variante che ha portato l'Umbria da zona gialla a zona rossa.

 Il direttore regionale alla salute, Claudio Dario, nell'incontro settimanale con la stampa è stato chiaro: "da questi dati appare chiaro che varianti stanno sostituendo il ceppo originario. Il nemico dunque si è decisamente rafforzato e necessità di strette ulteriori maggiori. Ma soprattutto è necessario fare pià vaccini e velocizzare maggiormente la somministrazione. Il Coronavirus mutante - come gran parte dei virus secondo la letteratura medica in verità - è un forte pericolo per la tenuta sanitaria di casa nostra non solo perchè si diffonde maggiormente ma è decisamente molto più aggressivo. Infatti nonostante la curva dei contagi negli ultimi giorni si è stabilizzata ed anzi ha iniziato una leggere flessione, il numero dei ricoverati e di quelli in terapia intesiva sono molto alti e restano tali, come la mortalità.

I ricoveri per Covid sono ulteriormente saliti rispetto agli attuali positivi da 5 a 6 per cento, i malati in terapia intensiva dall'0.7 a l'1.1 per cento. Per questo si stanno allestendo ulteriori posti in terapia intensiva e tutto questo a discapito dell'altra sanità, quella extracovid, quella relativa a patologie che fanno più vittime del Covid (malattie cardiache e tumori). 

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