Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Umbria, evade il fisco: imprenditore stanato dalla Finanza, scatta il maxi sequestro

Denunciato un imprenditore sessantenne dopo una indagine della guardia di finanza. Sequestrati beni immobili, conti correnti e un’auto di lusso per oltre centomila euro

Il trucco c’è. E stavolta si vede pure. Lo hanno scoperto i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Terni, coordinati dal maggiore Andrea Longo. A finire nei guai un imprenditore ternano di circa 60 anni che, sulla carta è titolare di un’azienda con sede legale in Inghilterra.

L’attività svolta dall’impresa è quella di commercializzare “prodotti di noti brand per la cosmesi e la bellezza”. Il giro d’affari è piuttosto consistente perché le indagini dicono che in un anno – dal 2018 al 2019 – sono stati commercializzati prodotti per oltre mezzo milione di euro in tutta Europa, dalla Francia alla Germania, passando appunto per Inghilterra e Spagna.

La vendita avveniva attraverso la piattaforma Amazon ma, hanno scoperto le fiamme gialle, anziché operare dall’Inghilterra, l’imprenditore vendeva da Terni. L’ipotesi investigativa è che dunque l’azienda sia stata “eterovestita”, ossia sulla carta si trova in un’altra nazione diversa dall’Italia ma i ricavi finivano tutti nel nostro Paese. E dunque, è qui che l’imprenditore avrebbe dovuto pagare le tasse.

Cosa che però, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non è stata fatta. Da qui la denuncia a piede libero con l’accusa di “omessa dichiarazione” e un sequestro – disposto dal gip del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio – per circa 110mila euro fra unità immobiliari, conti correnti e un’auto di lusso.

“L’intenso lavoro di analisi svolto dai militari del Corpo – spiega il comando ternano in una nota - anche attraverso l’esame della documentazione acquisita in sede di perquisizione dei locali nella disponibilità dell’indagato, ha permesso di ricostruire compiutamente l’operatività della società che complessivamente, fra il 2018 e il 2019, ha commercializzato beni per oltre mezzo milione di euro, in totale evasione d’imposta”.

Il sequestro preventivo per equivalente deciso dal tribunale di Terni su richiesta della Procura è “pari all’imposta evasa ai fini dell’Iva per il solo anno 2019, in cui si è registrato il superamento della soglia di rilevanza penale fissata dalla normativa di settore”.

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