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Dossier Umbra Acque, prepariamoci all'emergenza idrica: sorgenti a secco e bolla di calore in arrivo

Incomincia a scarseggiare anche l'acqua da portare nelle case per via del forte abbassamento dei livelli delle falde acquifere da cui originano i principali acquedotti a servizio del territorio umbro

La situazione si fa grave. Il meteo non prevede piogge da qui a 10 giorni. E non è solo emergenza per i coltivatori, come ribadito dalla Cia, ma incomincia a scarseggiare anche l'acqua da portare nelle case per via del forte abbassamento dei livelli delle falde acquifere da cui originano i principali acquedotti a servizio del territorio umbro.  L'allarme porta la firma di Umbra Acque che ha analizzato i dati delle sorgenti e bacini di casa nostra. 

Chi se la passa meglio sono i principali acquiferi alluvionali (Piosina, Riosecco, Petrignano, Cannara). Mentre le pregiate
sorgenti appenniniche e i grandi pozzi su sistemi carbonatici mostrano scarse portate naturali e bassi livelli piezometrici rispetto al periodo, con valori di poco migliori rispetto alle crisi idriche del 2007 e del 2012. Le piccole risorse, rifornite da ridotti bacini e quindi più vulnerabili, presentano già ora condizioni invece generalmente riscontrabili a fine estate.

"Lo stato degli acquiferi - continua Umbracque - è imputabile alla scarsità delle precipitazioni in un periodo in cui, invece, l’apporto delle precipitazioni è fondamentale per la ciclica ricarica delle falde in vista della stagione estiva. Oltre a questo, l’aumento inevitabile dei consumi che segue all’innalzarsi delle temperature, ed è legato anche all’aumento delle presenze turistiche sul territorio, può rappresentare per i prossimi mesi una seria criticità e far temere l’emergenza idrica". 

C'è preoccupazione perchè da oggi scatterà fino a giovedì prossima la prima vera bolla di calore in Umbria dell'estate 2017. Temperature fino a 36 gradi con minime sopra i 20 gradi. I picchi tra domenica e martedì prossimo. E inevitalmente questo clima farà ulteriormente aumentare i consumi idrici. E a giugno siamo sui valori di una fine estate con poche precipitazioni. L'emergenza è reale.

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