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Cronaca

Effetti collaterali da lockdown: aumentano i disturbi alimentari, 15mila in Umbria. Afas ai giovani: "Patologie gravi ma guaribili"

L’Umbria ha costruito dal 2003 una rete di eccellenza radiata nel territorio, che si compone di 4 strutture dislocate sul territorio

"In Italia sono circa 3 milioni le persone affette da disturbi alimentari, circa 15mila solo in Umbria e le giornate come quella di oggi ci permettono di ricordare ai ragazzi, con un linguaggio proprio di questa età, che da soli non si può guarire ma che chiedendo aiuto se ne può uscire": lo ha affermato Laura Dalla Ragione Psichiatra, direttore rete DCA Usl1 dell'Umbria, nella sala dei notari dove erano presenti oltre 200 studenti del Liceo Classico “Annibale Mariotti”, del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, dell’IIS “Giordano Bruno” e del’ITTS “Alessandro Volta” di Perugia e dell’IIS “Ciuffelli Einaudi” di Todi. "Questa è una giornata molto importante che ci permette di uscire dai nostri centri e fare prevenzione andando ad incontrare i giovani. I disturbi alimentari sono patologie gravi, spesso causa di morte, ma sono patologie curabili e guaribili. Ma serve chiere aiuto, riconoscere il problema per avviare un percorso di cura": ha concluso l'esperta dottoressa.  

L’Umbria ha costruito dal 2003 una rete di eccellenza radiata nel territorio, che si compone di 4 strutture, due a Todi Palazzo Francisci e Nido della Rondine dedicate a trattamento di Anoressia e Bulimia in età evolutiva ed adulta, il Centro DAI di Città della Pieve dedicato al trattamento dell’Obesità e del Disturbo da alimentazione incontrollata e infine il Centro DCA Ambulatoriale di Umbertide che accoglie soprattutto bambini e preadolescenti con disturbi selettivi dell’alimentazione.

La Giornata del Fiocchetto Lilla, fondata 11 anni fa, è diventata nel tempo un simbolo dell’impegno e della consapevolezza nei confronti delle problematichegiornata fiocchetto lilla_cerquiglini-2 legate ai disturbi del comportamento alimentare, un fenomeno molte volte sottovalutato sia da chi ne soffre che dalla famiglia. In tal senso Afas conferma, organizzando e promuovendo l’incontro che ha visto esperti e professionisti rivolgersi ai giovani in maniera chiara e approfondita, la sua vocazione che la vede impegnata in prima linea in fatto di prevenzione.

 «Afas ha nel suo dna – ha spiegato Raimondo Cerquiglini, direttore Generale Afas – il compito e la volontà di portare messaggi di prevenzione sia all’interno delle farmacie che sul territorio. L’incontro di stamattina è stato per noi un momento molto importante perché negli ultimi due anni, a causa della pandemia, non abbiamo potuto comunicare nella maniera opportuna, ritrovandoci in presenza. Oggi, con questo appuntamento, Afas torna invece ad essere protagonista della diffusione di questi messaggi, e lo fa rivolgendosi ai più giovani che nei due anni di lockdown hanno sofferto tantissimo e che vanno aiutati a non sentirsi soli».

Tra gli argomenti affrontati durante la mattinata anche quello importantissimo dei social network che, negli ultimi anni, sono stati un potente veicolo di diffusione del disturbo tra i giovani: un confronto necessario su quello che è il loro impatto sulla psiche dei più giovani, poiché diventare consapevoli che siamo quotidianamente esposti a modelli di bellezza irrealistici può essere un primo, concreto, passo verso la cura di sé.

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