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Cronaca

DOSSIER | La grande vergogna: in Umbria aumentano le donne picchiate e umiliate. Il dato sulle giovanissime sopra la media: accusati padre e fidanzati

Le violenze avvengono soprattutto per mano dei partner - 58,6% nel 2020 e 53,4% nel 2021 -; Sono in aumento inoltre le aggressioni degli ex partner, che si attestano al 17,1%

La posizione delle donne nella società e nel mondo economico e del lavoro è purtroppo distante da un quadro di pari opportunità. è quanto emerge dal rapporto economico sociale 2022 pubblicato da Agenzia umbra ricerche (Aur). Sicuramente è in atto un'evoluzione grazie all'attuazione di politiche e misure che mirano sia a modificare gli approcci culturali e i comportamenti che ad offrire opportunità ed occasioni professionali. Ma la strada è ancora lunga.

Durante la pandemia si è verificato - i dati parlano chiaro - un aumento della violenza, nota e sommersa, in numero ed intensità. La UN Women, l’ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne, parla di una emergenza-ombra discendente dalla pandemia che si abbatte ulteriormente sul mondo femminile mettendo a rischio la loro integrità fisica e psichica.

I dati raccolti indicano che durante il periodo pandemico si è verificato un aumento del 39%, sia dei contatti al numero verde 1522 - un sostegno concreto alle vittime di violenza e stalking - sia dei casi di violenza vera e propria. A livello l'impennata complessiva è ancora maggiore: oltre l’82%. In Umbria la pandemia ha inciso soprattutto sulla segnalazione dei casi di violenza e meno sulle altre motivazioni di contatti, già notevolmente cresciute nel 2018. Per quanto riguarda i dati del 2021, ancora parziali, è confermato il trend di crescita anticipato nel 2020. In particolare, i dati sulle vittime di violenza sono cresciuti nei primi sei mesi dell'anno scorso del 14% rispetto al medesimo periodo del 2020 e di oltre la metà - 55% - rispetto al 2019. Il confronto con la media italiana mostra che la crescita delle violenze si attesta sotto la media nazionale, ma è importante sottolineare che nel 2021 nella regione si registra un incremento più deciso rispetto al dato complessivo (13,4% in Umbria, rispetto a 4% in Italia).

Un'attenzione particolare va dedicata al dettaglio dei dati relativi al livello di gravità della violenza, disponibili però solo a livello nazionale. Dalla rilevazione emerge che durante la pandemia si è avuto un aumento non solo quantitativo dei casi di soprusi, ma anche del grado di violenza: nel 2020 i casi di pericolo di vita sono stati il 34,2%, quelli di paura di morte il 4,5% e quelli di timore per l'incolumità dei propri congiunti il 4,8%. Nei primi nove mesi del 2021, rispetto all’analogo periodo del 2020, tali casi tendono a diminuire; per contro però si rileva un aumento delle violenze di minore gravità: stati di ansia - cresciuti dal 18,5% al 23,8% - e sensazione di molestia, che passano dal 6,9% del 2020 al 16,8%.

Il profilo socio-demografico delle donne vittime di violenza. Nella nostra regione, in linea con il dato nazionale, un quarto delle donne appartiene alla classe tra i 35 e i 44 anni. Estendendo l’analisi, si osserva che la classe dai 35 ai 54 anni comprende quasi la metà dei casi - 49,5%, contro il 45,8% a livello medio. In Umbria la fascia delle giovanissime è coinvolta nella violenza in misura maggiore rispetto al dato nazionale, dove la distribuzione tendenzialmente coinvolge maggiormente le classi di età più elevate.

Le violenze avvengono soprattutto per mano dei partner - 58,6% nel 2020 e 53,4% nel 2021 -; Sono in aumento inoltre le aggressioni degli ex partner, che si attestano al 17,1% nei primi nove mesi dello scorso anno. A queste vanno accostate anche le violenze anche ad opera di altri familiari, come genitori e figli. Purtroppo lo stato di occupazione non protegge le donne in quanto, a fronte di un 60% di vittime prive di lavoro o con lavoro instabile, circa il 40% svolge una attività remunerata.

La casistica delle violenze subìte raccolta nell’ambito dell’attività dei Cav, i Centri anti violenza, nota nel dettaglio solo a livello nazionale, mostra che 9 donne su 10 subiscono una violenza psicologica che mina la loro individualità. Segue la violenza fisica che è riferita da quasi il 70% delle donne. Metà delle donne subiscono poi minacce: vivono quindi in una situazione di incombente pericolo che logora la loro esistenza. Da non sottovalutare poi il ricatto economico a cui è sottomesso quasi il 40% delle donne. Purtroppo nella maggior parte dei casi vi è la concomitanza di più violenze. Solo il 16,3% delle donne è stata destinataria di un solo tipo di violenza. Quindi più di 8 donne su 10 subiscono una pluralità di soprusi.

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