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Gli umbri si ribellano ai licenziamenti. Sciopero alla Colussi. La Perugina non molla. Pensionati e giovani in piazza contro il Governo

L'Umbria è ufficialmente inginocchio dopo le ultime due aziende simbolo dell'economia del perugino, Colussi e Perugina, pronte a tagliare tra Natale e inizio 2018 quasi 600 posti di lavoro. Rsu e sindacati si mobilitano. Sarà lotta dura fino alla fine dell'anno

L'Umbria, già inginocchio, rischia nel giro di qualche mese di finire proprio stesa al tappetto. Un ko tecnico che molto probabilmente sarà dato - salvo miracoli ed interventi politici ed economici dell'ultima ora - dal gancio destro "Nestlè" - 360 tra esuberi  e ricollocamenti fuori regione del personale - e dal "sinistro" a tutto braccio della Colussi che ha ribadito di essere in procinto di attivare la procedura per la mobilità di 125 dipendenti.

Una situazione questa del "biscotto" che è addirittura forse più tragica, con le dovute proporzioni, della crisi alla Perugina: infatti la Colussi in Umbria aveva inizialmente previsto esuberi per 95 dipendenti e, se attuerà il piano, toccherà il suo minimo storico: 320 maestranze in organico. Due marchi storici che hanno deciso di tagliare come non avevano mai fatto nella storia andando a penalizzare il territorio di nascita a favore di altri stabilimenti sparsi per il Paese. Alla Colussi, come ribadito dai sindacati, sarà spedita in Piemonte l'intera produzione delle fette biscottare.

I dipendenti Colussi comunque non vogliono restare passivi accettando i licenziamenti. La strategia è doppia: da una parte si cercherà di trattare con l'azienda fino alla fine nella speranza di un nuovo piano industriale per ri-assorbire gli esuberi o almeno contenerne il numero. Dall'altra invece si è disposti ad una serie di scioperi da qui a dicembre per fare pressioni sia sull'opinione pubblica che sul Governo e sulla Giunta regionale. Il primo scioperò è previsto per il 17 ottobre ed andrà avanti per otto ore nello stabilimento di Petrignano di Assisi. Gli altri dovrebbero essere di due-tre ore ma non ci sono ancora date molto dipenderà dall'esito degli incontri con l'azienda.

I tempi tecnici per l'attuazione dei licenziamenti sono previsti tra Natale e l'inizio del 2018. Se tutto andrà per il verso sbagliato per molte famiglie ci sarà un vero e proprio dramma sotto le feste. Oltre alla buona-uscita l'azienda dovrebbe garantire agli ex dipendenti dalle 3 alle 9 mensilità a secondo dell'anzianità.

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