Cronaca

Covid in Umbria, la discesa dei contagi si è fermata a causa dell'aumento dei positivi in Altotevere e Alto Chiascio

Preoccupazione per i due distretti dell'Alta Umbria ma per il resto i dati sono positivi e sotto la media nazionale. Ecco la mappa di tutti i territori per incidenza ogni 100mila abitanti. Record di variante brasiliana in Umbria

La discesa della curva pandemica nell'ultima settimana in Umbria si è arrestata. Non c'è ovviamente una risalita ma un appiattimento della linea del grafico. Tutto questo perchè c'è stato un aumento di casi di contagio in alcuni distretti umbri che sono monitorati dalla task-force regionale. Massima attenzione ma non ci sono preoccupazioni particolari dato che comunque quasi tutti distreti sono sotto l'incidenza di 200 su 100mila abitanti e l'Rt si attesta intorno a 1 (0,90 a Terni - 1,07 a Perugia). Ma andiamo per ordine: i distretti che hanno registrato un aumento dei contagi, secondo il nucleo epidemiologico dell'Umbria, sono  l'Alto Chiascio (su tutti Gubbio e i piccoli comuni di Scheggia e Fossato) e l'Altotevere (Citta di Castello, Umbertide e San Giustino). Questi distretti hanno arrestato la discesa della curva pandemica in Umbria e sono stati mitigati esclusivamente grazie al miglioramento di altri: in particolare il ternano-orvitano (in discesa dopo un paio di settimane difficili), il folignate e la Valnerina.

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Tornado alle zone "calde" dell'Umbria, in particolare dell'Alta Umbria: la dottoressa Carla Bietta ha voluto chiarire che si tratta di cluster nella prevalenza dei casi in ambito lavorativo che poi hanno provocato a cascata  anche cluster familiari. Altri purtroppo - come dimostrano i contagi tra la fascia dai 18 ai 40enne in rialzo - sono frutto di assembramenti e di comportamenti devianti. C'è anche una spiegazione per l'Altochiascio e per l'Altotevere: sono i territori di confine con regioni come Toscana e Marche, dove avvengono scambi commerciali, lavorativi e sociali. Due regioni quelle limitrofe che stanno sperimentando in maniera cruenta la contagiosità e il tasso di ricoveri elevato determinato dale varianti del Covid inglese e brasiliana.

"Ad oggi - è stata chiara la dottoressa Carla Bietta - non esistono i 'sintomi' di una quarta ondata del virus né su questi territori né sul resto della Regione. Ma bisogna tenere comunque alta l'attenzione e rispettare le regole e le restrizioni perchè come detto la curva pandemica dopo la discesa si è appiattita e in Umbria registriamo un elevato caso di variante brasiliana la cui pericolosità è ancora in fase di studio". 

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Il dossier settimanale della task-force sanitaria dimostra che nella nostra regione il virus originario è praticamente sparito: l'indagine sui tamponi positivi fa emergere che il 96per cento dei contagi è per variante e il resto è il ceppo originario, di questi il 32 per cento - ed è record nazionale - è frutto della variante brasiliana che da Perugia si è diffusa anche nel Ternano. Ci sono due studi dell'Istituto superiore della Sanità per capire il motivo di questa alta presenza in Umbria della brasiliana rispetto al resto d'Italia dove a farla da padrona è l'inglese. 

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