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Coronavirus in Umbria, gli esperti ai cittadini spiegano prevenzione, bufale e come avviene il contagio

A Perugia professori universitari e medici hanno fatto il punto sul virus. E hanno risposto al quesito: il contagio avviene anche tramite merci che arrivano dalla Cina?

"In Umbria non vi sono casi sospetti di coronavirus e la situazione è del tutto sotto controllo": è questo il messaggio con cui si è aperto l’incontro sul “Coronavirus: informazione e/o disinformazione? Le istituzioni rispondono ai cittadini” organizzato da Comune di Perugia, Università e Regione dell’Umbria con la collaborazione di medici e scienziati. Ad affermarlo i vertici della sanità regionale e l'assessore regionale Coletto, che hanno sottolineato come l’Umbria sia stata una delle prime regioni ad attivare una task force di specialisti e il numero verde a cui i cittadini possono rivolgersi. E a proposito di telefonate: dopo il boom della prime ore, negli ultimi giorni si sono notevolmente ridotte le telefonate, molto probabilmente perchè la campagna di informazione a 360 gradi sull’emergenza sta arrivando puntuale nella stragrande parte delle nostre "case". Si è passati da 20 telefonate alle attuali 4-5.

Da più parti, nel corso dell’incontro, è venuto l’invito ad affidarsi con fiducia a medici e scienziati e alle informazioni che da essi provengono. In troppi contesti -è stato sottolineato- ci affidiamo a internet, senza chiederci che autorevolezza hanno le informazioni che vi si trovano. Al contrario, l’Università italiana e quella perugina in particolare sono una garanzia per il nostro territorio e non solo, come ha dimostrato il fatto che l’Italia è stato il primo paese ad isolare il nuovo coronavirus. Università che, a Perugia, è stato evidenziato, non ha paura e, anzi intende mandare un messaggio di solidarietà alla grande comunità cinese che studia nella nostra città.

LA DOMANDA PIU' FREQUENTE - È stato, comunque, escluso che il coronavirus - che normalmente si trasmette attraverso le gocce di saliva, tossendo o starnutendo- possa essere trasmesso attraverso prodotti e cibi provenienti dalla Cina, in quanto la sua vita è solo di alcune ore. 

LA PREVENZIONE - I relatori del convegno hanno chiarito le caratteristiche del virus e le semplici azioni di prevenzione (in particolare, starnutire e tossire nei fazzoletti, lavarsi le mani spesso ed evitare incontri ravvicinati) e hanno invitato la cittadinanza a recarsi anche nelle farmacie e presso i medici di base, qualora vogliano avere informazioni ulteriori.

In prima linea anche Afas, le farmacie comunali: "Abbiamo aderito con entusiasmo - ha spiegato il presidente Antonio D'Acunto - all'incontro, per legittimare la figura del farmacista e per collaborare con le altre strutture deputate alla salute pubblica, in sintonia con i nostri fini istituzionali e sociali”. 

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