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Coronavirus, controlli a tappeto in tutta la Regione: 300 le denunce. C'è chi continua ad andare a spasso

La task-force anti-contagio, formata da forze dell'ordine e Municipale, non si sta risparmiando in tutti i comuni per verificare le auto-certificazioni di chi è in strada e denunciare pesantemente i furbetti

Il dato è ufficioso ma le denunce per aver violato le norme anti-contagio in tutta l'Umbria si attesterebbero intorno alle 300. E nonostante gli appelli e l'informazione c'è ancora chi continua ad uscire o ritrovarsi in gruppo senza un valido motivo. Solo a Spoleto, come ha ammesso lo stesso primo cittadino, siamo intorno a quota 50. Gli ultimi casi, raccolti da Perugiatoday.it, parlano di passeggiate proibite nei parchi di Perugia - dalle aree verdi dei Ponti al centrale Chico Mendez -, di cittadini di fuori comune che hanno raggiunto in auto  il capoluogo con la scusa di voler fare la spesa (ma si può fare solo nel proprio comune e meglio ancora sarebbe di farla nel proprio quartiere). Denunciata, in pieno giorno, una prostituta in strada in cerca di clienti.

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La task-force messa in piedi della Prefettura di Perugia - forze dell'ordine in collaborazione con la polizia municipale - sta controllando sistematicamente stazioni ferroviarie e bus - pochi, veramente pochi, i passeggeri - le auto-certificazioni quasi nella totalità dei casi sono risultate valide trattandosi di lavoratori pendolari che si devono spostare per raggiungere il posto di lavoro. Commercianti e ristoratori rigorasamente chiusi al pubblico come da decreto. Ma sono molte le segnalazione dei cittadini, soprattutto a Perugia, a carico di cittadini stranieri che si ritrovano in gruppo come se nulla fosse. In particolare nell'area di Fontivegge.

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Addirittura l'associazione dei consumatori Codacons anche in Umbria è pronta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica in cui si chiede di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia. “Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Umbria contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – In tutta Italia si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità. Costoro vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia”.

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