Cronaca

Covid, i comitati contro la Regione e scrivono a Draghi: "Il Governo limiti il potere delle regioni su apertura e chiusura delle scuole"

Una Pec ufficiale indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri Speranza e Bianchi e a tutti i membri del Cts Nazionale

Il Comitato "A scuola Umbria" continua la sua battaglia contro la didattica a distanza e soprattutto contro le politiche regionale e nazionali che in caso di aumento dei contagi attuano la chiusura sistematica degli istituti scolastici. Il comitato ha inviata tramite Pec, una lettera aperta - sottoscritta da altri Comitati di genitori ed insegnanti facenti parte della Rete Nazionale Scuola in Presenza - indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai Ministri Speranza e Bianchi e a tutti i membri del Cts Nazionale.

La lettera firmata in calce dagli avvocati Alessandra Bircolotti e Paolo Pagliacci chiede esplicitamente che gli errori commessi nello scorso anno scolastico non siano ripetuti nel prossimo anno e pretendono - anche grazie alla vaccinazione in corso - che dal prossimo settembre la scuola di ogni ordine e grado sia in presenza al 100%, senza se e senza ma.

"Abbiamo sottolineato, ancora una volta, che i danni psico-fisici dovuti all'assenza di socialità delle nuove generazioni, che hanno pagato il prezzo più alto, non possono essere sottovalutati e che la scuola in presenza come riporta l'OMS debba essere garantita anche durante la pandemia" si legge nella lettera al Presidente Draghi "Ormai consci degli errori che hanno portato a chiudere le scuole, anche quando non vi era estrema necessità, abbiamo richiesto ai ministeri sopracitati l'attuazione di un protocollo sanitario scolastico unico per tutte le Regioni, ma anche, un adeguamento dei protocolli di sicurezza sulla base del nuovo quadro epidemiologico ed di una situazione sanitaria che non può più essere definita emergenziale".

Il comitato addirittura dichiara guerra alla Regione Umbria e alle altre regioni che, a loro giudizio, devono avere poteri limitati sulle scuole. Insomma chiedono di bandire il potere di odinanza ai Governatori: "Abbiamo ritenuto fondamentale sottolineare quanto sia importante limitare il potere delle regioni di fronte all'apertura e la chiusura delle scuole, potere a nostro avviso usato lo scorso anno in maniera impropria creando divari sociali, didattici e culturali tra gli studenti italiani".

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