Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Umbria e spopolamento, le banche chiudono nei piccoli centri: sempre più comuni e borghi senza sportelli

I dati sono impietosi un terzo delle filiali bancarie in Umbria sono state chiuse. Il capogruppo De Luca (M5S): "La Giunta regionale deve intervenire subito"

La qualità della vita dei piccoli comuni dell'Umbria è messa a rischio dallo spopolamento - ormai in azione dal 2010 - che ovviamente va a incidere su forza lavoro e servizi. In particolare assistiamo da tempo ad una progressiva chiusura di sportelli bancari; che nelle piccole comunità montane e interne vuol dire la totale assenza di questo importante servizio. Un danno per la popolazione anziana - in difficoltà anche per la carenza di mezzi pubblici - ma anche per le giovani coppie che di certo con questo situazione non vengono invogliate a restare.

Secondo i dati della Fabi Umbria -dal 2018 al 2019 si sono già perse 24 filiali, 18 nella provincia di Perugia e 6 nella provincia di Terni, con la perdita di oltre 400 posti di lavoro e il conseguente impoverimento delle piccole comunità. I dipendenti del settore sono passati da 3.342 a 2.919, in linea purtroppo con l'andamento delle regioni del centro Italia. Con la perdita di un terzo delle filiali bancarie in Umbria interi pezzi di territorio, soprattutto nelle aree interne, sono rimasti completamente scoperti, soltanto 75 comuni umbri su 92 hanno oggi sportelli bancari.

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha presentato un'interrogazione per cercare di capire se la Giunta regionale è intenzionato a mettere in campo " azioni per promuovere il mantenimento i loco di servizi essenziali e contrastare lo spopolamento delle aree interne e montane della nostra regione".

"Dopo la paventata soppressione dell'agenzia di Piediluco della Cassa di Risparmio di Orvieto, scongiurata dopo una serie di iniziative della politica locale, l'istituto di credito Banco Desio - riferisce De Luca - ha deciso di chiudere le proprie filiali nei Comuni di Castel Ritaldi e Arrone. Una decisione lesiva degli interessi di imprese e cittadini, soprattutto per i più anziani che non hanno eccessiva confidenza con i sistemi digitali e che rischiano di essere privati di servizi fondamentali sul territorio. Allo stesso modo anche le imprese rischiano di perdere un punto di riferimento per le proprie attività. Succede ad Arrone, in Valnerina, così come a Castel Ritaldi, comune di poco più di 3mila abitanti in provincia di Perugia, dove tra 15 giorni chiuderà l'ultima filiale bancaria rimasta".

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