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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

La sanità regionale in cerca di un assetto stabile sul personale: "Concorsi con zero candidati". Il precariato non paga...

Il punto su assunzioni, sulla tipologia dei contratti e sul turn-over. Preoccupa la difficoltà di reperire medici. Il bilancio dei vertici delle Unità sanitarie locali Umbria 1 e Umbria 2

La sanità in Umbria, pur essendo pubblica, è una opportunità di lavoro sempre di più all'insegna del precariato. E per giunta il personale è decisamente sotto-organico, in particolare quello dei medici specialisti, ed è difficile trovare sostituzioni per alcuni reparti. Tutto questo ai tempi della grande pandemia, il Covid, che in teoria doveva rafforzare in maniera più consistente la rete ospedaliera e della sanita locale con nuove assunzioni a copertura dei numerosi pensionamenti o trasferimenti (verso altre regioni per contratti stabili). Uno spaccato difficile che emerge dall'audizione a Palazzo Cesaroni di una sola parte della sanità regionale: le due Unità Sanitarie locali (Umbria 1 e Umbria 2). Assenti, e non sono mancate polemiche, i vertici delle aziende osperaliere di Perugia e Terni e il neo-direttore regionale Salute e Welfare, Massimo Braganti.

Prima considerazione ufficiale: il personale complessivamente è aumentato ma tra precari, collaborazioni, medici in pensione e partite iva... di poco. E ci sono dei buchi non colmati anche se ci è provato. Parola del direttore amministrativo della USL Umbria 2, Piero Carsili: "Per quanto riguarda il personale medico la gestione della pandemia ha aggravato una situazione che era già seria, ricordo che facciamo concorsi e a volte non si presenta nemmeno un candidato. Un trend che peggiora". Va anche detto che ci sono colpe nazionali che affondano le radici negli anni passati (il numero chiuso delle facoltà mediche non ha aiutato). Per il momento nell'Usl Umbria 2 si è colmato il gap (40 medici dipendenti) anche con diversi  liberi professionisti (tra cui il richiamo anche di pensionati). Una operazione tampone che non può dirsi risolta finchè i concorsi (futuri) torneranno a popolarsi di candidati per contratti a tempo indeterminato.

Ma alle domande dei consiglieri regionali circa le assunzioni e la tipologia di contratti firmati, il direttore della Usl Umbria 2 ha specificato che “nel 2020 sono state assunte 150 persone a tempo indeterminato" e inoltre si stanno assumendo 539 infermieri (su 1200 idonei al concorso) a tempo indeterminato che ci "consentiranno di dare stabilità agli organici in tutta l’Umbria". Per quanto riguarda le assunzioni nell'Usl Umbria 1, secondo  il direttore amministrativo Alessandro Maccioni, sono state 517 nella Usl Umbria 1, di cui 224 a tempo determinato e 293 a tempo indeterminato. Per contro ci sono state anche 439 cessazioni, di cui 100 a tempo determinato e 339 a tempo indeterminato, compresa quota 100. "Attivate 11 unità Usca con 50 medici, contrattualizzati 25 liberi professionisti più 15 collaboratori continuativi, 2 pensionati, per un saldo attivo di 78 unità in più fra tempo indeterminato e determinato. La forza lavoro complessiva è aumentata di 170 unità". In prospettiva sono previste 90 stabilizzazioni e, entro l’anno, ulteriori 30 unità.

All'appello mancano i numeri delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni che dovrebbero arrivare nella prossima seduta. Ma comunque è chiaro il quadro: bisogna continuare a stabilizzare e a trovare medici da inserire in pianta stabile. La battaglia al Covid non ha potenziato completamente la macchina sanitaria umbra nonostante assunzioni, soldi dello Stato e speranza. C'è ancora una lungo cammino fatto di assunzioni, stabilizzazioni e formazione.

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