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Umbria, nei bancomat micro-spie per rubare i codici: in manette banda romena

La Polizia Postale di Perugia, dopo una serie di denunce, è risalita ad una banda internazionale che operava in diverse regioni d'Italia. Furto di dati per prelievi all'insaputa di centinaia di umbri. Rubati 150mila euro

La Polizia Postale di Perugia ha scoperto una banda di truffatori informatici stranieri che riusciva a rubare il codice delle carte di credito per poi utilizzarli per prelievi e per degli acquisti costosi. Nell'operazione sono state eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata "all'installazione di apparecchiature atte a catturare i codici delle carte di credito o debito ed alla falsificazione delle carte stesse".

Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia hanno permesso di individuare un'articolata organizzazione criminale transnazionale, composta da cittadini romeni. Nell'ultimo anno il gruppo si è reso responsabile di oltre 50 attacchi ai bancomat dislocati in tutta Italia. 

Gli arresti sono stati eseguiti in diverse regioni.  La banda installava apparecchiature per la cattura di codici di carte di credito e debito, i cosiddetti skimmer, in numerosissimi sportelli bancomat, di vari istituti di credito di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria. 

Gli arresti sono stati eseguiti nel Lazio, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e nelle Marche in collaborazione con i Compartimenti della Polizia Postale territorialmente competenti. Per alcuni degli indagati si è dovuto ricorrere all'Interpol per localizzarli ed arrestarli in Romania e Danimarca.

AGGIORNAMENTO - ORE 16.40- 
INDAGINE - Tutto è partito dall'arresto di tre cittadini rumeni nel settembre 2012 a Santa Maria degli Angeli, frazione di Assisi, mentre con uno skimmer (un apparecchio installato su uno sportello bancomat che permette di carpire con un sensore applicato alla bocchetta la "strisciata" della carta e con microcamera il pin) cercavano di clonare carte.

LA CAPRA MUNGE BENE - Lo stesso gruppo, qualche giorno prima aveva colpito a Perugia. Gli accertamenti sui loro tabulati telefonici ha permesso agli investigatori di risalire all'intreccio di rapporti criminali esteso in tutta Italia. Tanto che gli inquirenti hanno decodificato il linguaggio in codice usato: "La capra munge bene" significava che quel bancomat stava fruttando molto denaro. Nei loro raid veniva individuato, infatti, un luogo e lì, installato lo skimmer, si iniziava a carpire codici. 

IL TECNICO - Poi un tecnico li riproduceva su carte vergini e poi si "mungeva" presso altri sportelli o in
negozi compiacenti per fare acquisti. Nel giro di un anno sono stati documentati 50 colpi tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria. In totale sarebbero stati prelevati non meno di 150mila euro, ma il danno complessivo, anche alle apparecchiature, è stato quantificato in 500mila euro. Gli arresti, richiesti dal pm Claudio Cicchella, e autorizzati dal gip Lidia Brutti, sono stati eseguiti in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, e Marche per l'Italia, ma anche dieci in Romania e due in Danimarca.

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