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Sale dai sindaci un appello alla Regione: "Vaccino per i disabili intellettivi: l'isolamento vanifica i passi avanti fatti"

Dopo il sindaco di Città di Castello, anche i primi cittadini del Trasimeno chiedono una corsia preferenziale. Ecco perchè

Un appello da parte dei territori, per bocca dei sindaci, sta salendo velocemente verso Palazzo Donini, sede della Giunta regionale. Programmare tra le propriorità della campagna anti-covid le prenotazioni e poi la somministrazione del vaccino per i disabili a partire da coloro che hanno una disabilità intellettiva. Un appello che è partito dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, e che è stato fatto proprio anche dai sindaci dell'Unione dei Comuni del Trasimeno. Si chiedono corsie preferenziali per due motivi su tutti: uno, perchè i disabili sono soggetti a rischio facendo parte delle categorie fragili; due, per le persone con disabilità intellettiva l'integrazione sociale è fondamentale per non farli regredire rispetto ai progressi acquisiti nella vita e quindi vaccinati possono rifrequentare scuole, laboratori, centri specializzati. 

"Dopo un anno di limitazioni e isolamento – ha spiegato Giulio Cherubini, presidente dell'Unione dei Comuni del Trasimeno – si rischia un irreversibile danno rispetto ai miglioramenti ottenuti con anni di lavoro assieme a familiari e operatori. E' invece necessario  considerare la disabilità anche nella sua accezione sociale e non solo sanitaria. In questa logica vanno vaccinate tutte le persone con disabilità, perché la disabilità comporta già limitazioni alla socialità, alle relazioni, alla vita". 

Al momento la programmazione regionale è fortemente condizionata dalle scorte che inviano da Roma che a loro volta sono sottoscacco diretto delle multinazionale del farmaco che hanno difficoltà a garantire tutte le dosi previste nel contratto. Astrazeneca ha promesso di consegnare entro marzo 5 milioni di dosi per l'Italia e quindi non si esclude dalla task-force regionale una forte accelerazione dalla prima decade di marzo anche per altre categorie fragili, come i disabili, dopo aver garantito gli anziani over 80 e il pianeta scuole e forze dell'ordine. In più dai primi di marzo è prevista la somministrazione direttamente a domicilio per le persone non autosufficienti. 

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