Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Andamento pandemia in Umbria, in calo anche ricoveri e terapie intensive: Rt 0,81 contro media Italia 0,96

Un netto miglioramento sull'incidenza popolazione e contagi si registra nei distretti umbri: i dati

Da 334 contagi ogni 100mila abitanti, nel massimo del piccolo all'inizio di febbraio, agli attuali 128 che ci portano praticamente in piena zona gialla in fatto di parametri. Ma non solo: da peggiore regione d'italia sui contagi da Coronavirus ad inizio 2021 ad una delle migliori regioni nell'aver non solo individuato ma contenuto le contagiose varianti inglese e brasiliana. Il nuovo Rt parla chiaro: Umbria 0.81 mentre la media nazionale sta all'0,96.

Nella settimanale conferenza sull'andamento della pandemia in Umbria il dottor Marco Cristofori e la dottoressa Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale, hanno evidenziato che i dati umbri sono "in controtendenza con l’andamento nazionale ed è continua la discesa della curva epidemica: i calo gli attuali positivi, ricoveri e decessi". I numeri sono ancora alti ma in fase di miglioramento quelli relativi ai ricoveri per Covid che si attestano intorno ai 430 e la curva indica una costante discesa seppur ancora molto lenta. Meglio il dato delle terapie intensive da una media di 78-79 posti occupati negli ospedali umbri ad un ritorno sotto quota 60.

Un netto miglioramento sull'incidenza popolazione e contagi si registra nei distretti umbri che ritornano sotto la soglia di criticità. Unica eccezione: la Valnerina 251 su 200 (soglia limite), ma si tratta di numeri reali molto piccoli che possono essere ribaltati in una settimana; Spoleto si attesta quota 201 di poco sopra. A rischio ma sotto quota 200: l'Alto Tevere 193, Foligno 184, Terni 183, Assisi-Bastia 156,90.  Incidenza addirittura da zona bianca: per Perugia (68.4), Media Valle del Tevere (61,6), sotto la media regionale anche  Altochiascio, Trasimeno, Orvietano.  

“Dati che attestano come l’Umbria, grazie al monitoraggio continuo e alle misure prese nei vari ambiti istituzionali e sanitari – ha rilevato il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario – sia riuscita a gestire nella maniera migliore la terza ondata della pandemia, nonostante la presenza di varianti quali quella inglese e brasiliana, quest’ultima particolarmente aggressiva e contagiosa, presente in Umbria nel 36% dei casi con picchi del 60 per cento in alcuni contesti, a fronte del 4,3 per cento a livello nazionale”. Il peggio sempre essere passato e l'Umbria si avvia ad essere una delle prime regioni a scavallare la terza ondata dopo averla subito pesantemente: e il vaccino e la bella stagione fanno bene sperare per la seconda parte di questo 2021. 

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