Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Andamento della pandemia in Umbria, accelera la discesa dei contagi: Rt a 0.70, Gubbio e Castello in controtendenza

Tutte le fasce di età sono in calo in fatto di contagio, anche quelle considerate più a rischio. L'Umbria in piena zona gialla... per quanto riguarda i dati. Ma ora si attende il via libera da Roma

La curva epidemiologica in Umbria è ritornata a scendere e i dati sono in miglioramento, come dimostra l'indice Rt che si attesta, calcolato ad oggi, intorno all'0.71 contro l'80 media del Paese. La conferma della nuova fase arriva sia dall'assessore Luca Coletto che dai dottori Mauro Cristofori e Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale, nel corso dell'appuntamento settimanale sull'andamento della pandemia. Resta al momento una grande preoccupazione: la forte diffusione della variante brasiliana, al 32 per cento dei nuovi casi positivi.

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Una percentuale che è la più alta di tutto il Paese; purtroppo la brasiliana è più contagiosa e in alcuni casi, secondo la letteratura medica, è resistente ai vaccini. Non ci sono più grandi differenze tra le due due province che continuano, ora, la discesa appaiate: Perugia ha un indice 115 ogni 100mila abitanti, Terni 93,9 per una media regionale di 110 (17 punti in meno in una settimana). Tre i distretti che sono sorvegliati speciali: il primo è quello dell'Altotevere che, nonostante, non superi la soglia di guardia di 200 (si attesta a 163) ci sono focolai preoccupanti soprattutto a Città di Castello, la città maggiore del distretto. Focolai in ripresa anche in tutto l'Alto Chiascio dove Gubbio e alcuni piccoli comuni della fascia appenninica hanno aumentato i contagi (superata la soglia a quota 200).

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Per la Valnerina - in teoria il distretto messo peggio - il discorso è diverso: essendo molto piccolo - 8mila abitanti - bastano poche decine di casi per far salire l'indice e ci vuole altrettanto poco per riscendere sotto l'emergenza. In netto miglioramento Foligno, Perugia, la Media valle del Tevere e l'asse Assisi-Bastia. Tutte le fasce di età sono in calo in fatto di contagio, anche quelle considerate più a rischio: 14-19; 19-24. Non ci sono numeri statici sufficienti ancora, come spiegato dal nucleo epidemiologico, per capire se i vaccini stanno effettivamente funzionando. Comunque sta di fatto che la categoria degli 80enni è in discesa da sei settimane e rispetto alle altre fasce di età ha l'indice più basso ogni 100mila abitanti. Tutto questo fa ben sperare essendo la categoria più vaccinata in Umbria. 

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