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Andamento della Pandemia, da venti giorni i contagi in calo: l'Umbria lotta e migliora, Rt 0,88

Ma preoccupa la diffusione della variante inglese che sta dominando anche sulla brasiliana. Aumentano i guariti

L'Umbria sta continuando a reagire alle forti varianti del virus, inglese e brasiliana che, da metà gennaio fino a metà febbraio, hanno portato un aumento di casi e di decessi i più alti dall'inizio della pandemia. Nonostante siano nettamente più aggressive e con un tasso letale più alto, i piani sanitari e le restrizioni adottate dall'Umbria stanno producendo risultati: c'è un ulteriore abbassamento della curva che caratterizza l'andamento in Umbria della pandemia Covid. La buona notizia è che la discesa è costante ormai da una ventina di giorni.

La notizia meno buona che, come evidenziato da Marco Cristofani,  del nucleo epidemiologico, il calo rispetto alla prima fase è più lento. Solo nell'ultima settiman si registra un calo deciso dell'ormai famigerato Rt che in Umbria passa a 0,88 contro la media nazionale in netta salit dell'1,1. L'Umbria insieme alle province autonomie di Trento e Bolzano possono contare su un segno meno dei nuovi contagi. Altro elemento importante è invece quella della deminuzione degli attualmente positivi "perché significa che ci sono più guariti di nuovi casi".

Ancora una volta è la provincia di Terni la meno invasa dal Coronavirus ma Perugia si avvicina, seppur lentamente, a quella soglia dei 200 contagi ogni 100mila abitanti che permetterebbe una gestione sanitaria decisamente migliore e va incontro al traguardo ambito della zona gialla. Ma gli esperti sanitari sono comunque propensi a mantenere alto sia il livello delle restrizioni - l'arancione rafforzato - perchè i nuovi studi sui tamponi positivi presi a campione dimostrano come la variante inglese sta sostituendo non solo il ceppo originario del virus ma sta prendendo il sopravvento anche su quella brasiliana.

L'Inglese è decisamente più contagiosa, e secondo gli studi umbri, colpisce in prevalenza i bambini piccoli; questa caratteristica - i piccoli pazienti restano senza sintomi o con scarsi sintomi - innesca però una diffusione difficile da controllare nei nuclei familiari che non possono isolare completamente i minori che hanno per necessità un collegamento diretto e costante con i genitori.  
 

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