Dario (Sanità): "In Umbria ora abbiamo 150 posti per l'intensiva. I dati? Prudenza, il contagio può ripartire"

Il direttore regionale spiega i dati e conferma il potenziamento fatto per ottenere il doppio dei posti salva-vita. "L'Ospedale da campo? Un'arma in più per tutte le potenziali emergenze"

I dati di questi giorni e in particolare di oggi - 700 tamponi una decina di nuovi contagiati - lasciano ben sperare in fatto di contenimento del contagio da coronavirus in Umbria dopo oltre un mese di restrizioni e blocco quasi totale dell'economia. Si può e si deve pensare ad una fase due, quella della "convivenza" con il virus, dove riaprire il Paese seppur con massima attenzione a livello di comportamenti e spostamenti. Ma questo male è così subdolo che non deve essere sottovalutato, in mancanza di un vaccino, può ritornare a volare e contagiare in un attimo. Su questo è stato chiarissimo Claudio Dario, direttore sanità della Regione dell'Umbria, spiegando la necessità, anche attuale, di avere a disposizione, tra due mesi, un ospedale da campo in grado di ospitare 24 pazienti in terapia intensiva in caso di gravissima emergenza.

Coronavirus | L'Umbria avrà un ospedale da campo per tutte le emergenze: 30 posti, completamente autonomo

"C'è bisogno di una struttura simile" ha spiegato Dario "Perchè non si deve interpretare il relativo regresso dei casi in Umbria come la conclusione del periodo critico. Dobbiamo essere consapevoli che potrebbe riaccendersi in maniera forte il contagio. Il rischio è sempre dietro l'angolo. Per questo bisogna essere preparati ed avere una struttura mobile, allestibile in 24 ore, e posizionabile ovunque... è un aiuto concreto nel caso la situazione precipiti a livello sanitario". Dario ha ribadito che, al di la dei rischi, certamente è necessario ripartire il prima possibile ma sempre con le dovute precauzioni e i giusti comportamenti. 

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“Per vincere le guerre – ha detto il Direttore Regionale Claudio Dario – serve una linea difensiva efficace. Il nostro obiettivo era ed è quello di evitare la saturazioni del sistema sanitario, soprattutto di terapia intensiva. Dai 69 posti che avevamo ad inizio emergenza siamo già arrivati a 120, grazie ad interventi logistici e impiantistici nelle varie strutture ospedaliere, e vediamo i 150 posti come fronte estremo. Ora, grazie all’ospedale da campo, potremo contare su una struttura posizionabile ovunque, che è una importante opportunità sia nel caso di un peggioramento della situazione attuale, sia per altre emergenze. Una struttura, per il rapporto capienza/bio contenimento, unica nel suo genere”.
 

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