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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

DOSSIER Silenzioso, tra nuove povertà e le incertezze post-Covid, avanza in Umbria il crack e punta ai giovanissimi: 10 euro a dose

Dal 2021 la sostanza, complice la caduta psicologica ed economica delle famiglie, ha avuto un ulteriore balzo in tutte le periferie della città di casa nostra, Perugia, Terni e Altotevere comprese

Siamo talmente bombardati da news, video, ricette, odio vario sui sociale e discussioni da bar sulla politica (locale e nazionale) che difficilmente riusciamo ad intercettare alcune anomalie pericolose che, pre annunciano, nuovi fenomeni sociali, nuove devianze pericolose per certe fasce di popolazione. In più, tra caro-energia e disoccupazione giovanile e caro-spesa da record, siamo talmente spaventati e preoccupati per il futuro che ci limitiamo a guardare in basso, l'oggi e quello che arriva sulla nostra tavola a cena.

Un esempio su tutti: a fine novembre in Altotevere, ma riguarda anche tutto il perugino, c'è stato un blitz anti-droga che ha portato ad un sequestro di 150 grammi di stupefacente, con due persone sono finite in carcere e una agli arresti domiciliari, con l'applicazione del braccialetto elettronico. Il lettore dirà: niente di speciale, una delle tante operazioni anti-droga, la domanda è alta e l'offerta si regola di conseguenza. Non è però una storia di droga come tante se ci si sofferma su un particolare: quei 150 grammi erano da suddividere in dosi e la sostanza risponde al nome di crack. Non la classica cocaina - ormai droga popolare, per genitori piuttosto che per i figli, di una qualità bassa e super tagliata per un prezzo tra i 50-60 (un pacchettino da 0.6) per arrivare a 80-90 euro per un quasi un grammo di un trito bianco dove la coca se va bene rappresenta il 40%.

Ecco la novità, la preoccupazione sarebbe meglio dire, è la quantità di crack sequestrata per il mercato nostrano. E come per le altre è solo la punta dell'iceberg. La banda del crack fermata è stata monitorata dal 2021 fino all'autunno del 2022 per un totale (una goccia nel mare) di quaranta cessioni verificate dalle forze dell'ordine. Questa sostanza non è certo una droga nuova, da studiare. Negli Usa tra la fine degli anni 70-80 ha sconvolto l'ordine pubblico di grandi metropoli, ha distrutto milioni di vite ed ha creato dei ghetti metropolitani impensabili. Diffuso nel resto del mondo ma con meno successo.

In Italia l'allarme, di un ritorno di fiamma ma con numeri maggiori, è scattato dal 2019 a partire da Napoli, poi Roma, Milano, Bologna e la vicina Firenze. Sequestri, decessi, Tso e pazienti del Sert: hanno dimostrato, seppur solo in parte, la diffusione e i pericoli. Dal 2021 la sostanza, complice la caduta psicologica ed economica delle famiglie, ha avuto un ulteriore balzo in tutte le periferie della città di casa nostra, Perugia, Terni e Altotevere comprese. Il crack quando arriva, cresce e vende su un territorio... dimostra senza se e senza me un tessuto sociale drammatico: impoverimento, paura di affrontare la realtà quotidiana, isolamento, auto-distruzione consapevole, ricerca di una fuga da tutto e tutti. E gli acquirenti sono le fasce marginali e deboli di una popolazione sempre con meno futuro e lavoro. Disperati, già inseriti nel mondo delle dipendenze, che diventano sempre più disperati e soli.

Ora però il crack, del terzo millennio, secondo gli esperti, tenta sempre di più una fascia di età impensabile rispetto al passato: ovvero i 14-18 enni. I nostri figli, nipoti o fratelli. Li tenta, li accarezza e finge di essere più conveniente rispetto alle altre droghe grazie a tre caratteristiche che diventano compatibile con la malattia sociale di molti giovani che non studiano, non cercano lavoro, non credono nel futuro o costretti a vivere nuove povertà, famiglie devastata e separate e scarsa integrazione (per via del censo o per via della nazionalità di origine). Una fascia considerata crescente dai sociologi ed economisti che ne studiano il cammino e l'eventuale reinserimento professionale. Il crack, come accertato anche dall'inchiesta dei carabinieri in Umbria, li tenta nel prezzo stracciato (dai 10-20 euro la dose) perchè all'interno c'è solo una piccola parte di cocaina mischiata a bicarbonato o ammoniaca - si assume la sostanza sciolta poggiato sul collo di una bottiglia forata da cui si aspira il fumo -, e ancora: la "botta" è immediata, forte, delirante e non si può controllare, ideale per chi non vuole essere protagonista, una sorta superman, come gli assuntori di coca, ma vuole solo cancellare pensieri .

Il crack tenta i giovani anche per un altro aspetto: non è una droga da offrire, ostentare o con la quale rimorchiare. E' la droga della solitudine, della delusione o da piccolo club dei disperati che aspirano a cerchio i fumi dalla propria cannuccia infissa nella plastica della bottiglia. Ma gli effetti collaterali sono drammatici: dipendenza dopo poche dosi, down che portano a paranoia e quindi desiderio di fumare ancora e ancora - i costi dunque non sono bassi come fanno credere i pusher -, allucinazioni, rischio cardio-vascolari e isolamento totale con rifiuto di scuola, sport e società. Tutte le droghe pesanti sono distruttive, in particolare quelle da laboratorio, ma nessuna è come il crack è considerata addirittura peggiore e più "contagiosa" dell'eroina.


E quello che preoccupa ulteriormente è che se ne parla poco, che non ci sono piano specifici di prevenzione nelle scuole o in strada, che spesso viene confusa con la dipendenza da cocaina. Serve un piano sociale-sanitario ben definito da parte di Regione-Ospedali-Comuni per il recupero del soggetto dipendente e per abbattere quei fenomeni che conducono tanti, troppi giovani nel buco nero. L'Umbria si deve interrogare e collaborare con le altre Regioni: subito, ora e non quando si tornerà a titolare, come ai tempi dell'eroina dominante, record di morti per crack.

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