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Vaccino in Umbria, si parte anche con la somministrazione per gli over 80 a domicilio

Accordo trovato con i medici di famiglia. Ecco le date, il vaccino che verrà utilizzato e come prenotare

Definita, grazie all'accordo con i medici di famiglia, anche la modalità della vaccinazione a domicilio per gli anziani fragili che saranno gestiti a domicilio in funzione delle priorità definite dai medici che ne conoscono le condizioni cliniche. A partire dalla settimana dal 22 al 27 febbraio i medici di medicina generale potranno iniziare a vaccinare gli anziani a domicilio utilizzando il vaccino Moderna. A partire dal 25 febbraio sarà possibile prenotare per tutte le classi di età over 80. Le prenotazioni saranno organizzate in modo che tutte le classi di età, a partire dai nati da febbraio a dicembre 1941 e dal 1939 indietro, potranno essere prenotate nelle settimane a seguire.

Il 12 febbraio sarà possibile prenotare per la classe 1940 e dei nati a gennaio 1941 la vaccinazione che partirà dal prossimo 15 febbraio. Si riceverà giorno e orario sia per la prima somministrazione che per la seconda. Il cittadino avrà a disposizione due modalità per effettuare la prenotazione. Si potrà scegliere di prenotarsi attraverso il portale web dedicato (al link https://vaccinocovid.regione.umbria.it), oppure nelle farmacie. È stato istituito anche un numero verde dedicato (800.192.835), attivo dalle 8 alle 20, 7 giorni su 7, per fornire assistenza ai cittadini proprio per supportarli in caso di difficoltà nella fase di prenotazione e per garantire, se dovesse essere necessario, anche lo spostamento e la cancellazione della prenotazione effettuata. Per prenotare dal portale web sarà sufficiente disporre del codice fiscale e del numero di cellulare.

Il commissario D’Angelo ha voluto fare chiarezza dopo le polemiche sul perche si inizia con gli ottantenni la vaccinazione in Umbria : “Partiamo con la prenotazione dal 12 febbraio della classe 1940 e dei nati a gennaio 1941 in quanto sono gli ultra 80 che possono accedere ai punti vaccinali e che hanno più possibilità di muoversi. Inoltre, si tratta dei cittadini maggiormente mobili e di conseguenza più a rischio contagiosità”.

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