Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Festa della donna, Marini al Quirinale: "Il mio pensiero va anche alle donne immigrate"

La presidente della Regione Umbria dal presidente Mattarella: "Resta ancora forte il bisogno di una reale parità tra uomini e donne"

“Settant’anni fa alle donne italiane fu concesso il diritto di voto e di essere elette. Ciò ha significato uno straordinario impegno civile, prima di tutto delle donne, per   la piena attuazione della stessa Costituzione della Repubblica   italiana”: parole della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che questa mattina ha partecipato al Palazzo del Quirinale, su invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla celebrazione della Giornata Internazionale   della Donna quest’anno dedicata al tema "Donne per la Repubblica: 70 anni dal voto alle donne”.

“Mi ha fatto molto piacere – ha detto la presidente Marini –   partecipare a questa iniziativa nel corso della quale è stato   sottolineato il grande e fondamentale contributo offerto dalle   donne italiane in questi 70 anni di storia del nostro Paese. Anni   nel corso dei quali, via via, le donne si sono inserite ed   affermate in molti ambiti della vita non solo politica ed   istituzionale della nostra società. Ambiti dai quali erano   precedentemente totalmente escluse e in cui ora sono presenti e   protagoniste, come nella scienza, nella ricerca, nell’università,   nell’economia e in molte altre professioni”.

“In questa giornata – ha affermato la presidente – il mio   pensiero va anche alle donne immigrate e soprattutto a quelle   migranti che ci interrogano sul rispetto. A queste donne dobbiamo   garantire i diritti fondamentali, quei diritti dell’individuo   sanciti dalla Dichiarazione universale”.

Concludendo la presidente ha richiamato la lotta alle   disuguaglianze e in particolare la questione legata alla   differenza di genere che ancora rimane problematica: “Resta ancora   forte – ha evidenziato -  il bisogno di una reale parità tra   uomini e donne anche sul fronte dell’occupazione, e non solo per   l’accesso al lavoro, ma per riuscire a conquistare posti apicali   che corrispondano in maniera effettiva alle capacità e al livello   di studi effettuati e garantiscano un reddito che sia   effettivamente paritario tra i due sessi”. 

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