La sentenza del Tar: “Gli extracosti sui rifiuti: dipendono dalla Regione e non da Gesenu"

La nota di Palazzo dei Priori si riferisce alla sentenza pubblicata il 22 novembre dal Tar dell'Umbria

 “Per il Tar Umbria gli extracosti sui rifiuti per il blocco degli impianti di Borgogiglione e Pietramelina dipendono in gran parte da atti della Regione Umbria e non dalla Gesenu": l'accusa porta la firma di Palazzo dei Priori che si riferisce alla sentenza  pubblicata il 22 novembre dal Tar dell'Umbria. Il tribunale amministrativo ha messo in chiaro tre punti: dalla sospensione dell’impianto di Borgogiglione e degli extracosti per il consequenziale conferimento dei rifiuti in discariche fuori regione non è responsabile la Gesenu, ma sono la diretta conseguenza della determinazione dirigenziale n. 202 del 16 gennaio 2017 con la quale la Regione Umbria ha introdotto nuove prescrizioni in ordine a detto impianto inerenti l’introduzione del cosiddetto indice di respirazione dinamico potenziale; per gli extracosti dell'impianto di compostaggio di Pietramelina, non è responsabile la Gesenu, ma sono la conseguenza della determina dirigenziale n. 11138 del 27 ottobre 2017 con la quale la Regione Umbria ha modificato la precedente autorizzazione. 

Il terzo punto descritto dal Tar spiega che "dal 1° febbraio 2017 al 29 giugno 2017 gli extracosti per l’impianto di Pietramelina devono essere riconosciuti a Gesenu, trattandosi di interventi di manutenzione straordinaria autorizzati dall'autorità d’ambito.

"Oggi, la Regione Umbria - si evince nella nota del Comune di Perugia - sta ostacolando la ripresa dei conferimenti a Borgogiglione, con ulteriori extracosti per Gesenu e per i cittadini dei 24 Comuni del perugino. Le scelte sbagliate e l'immobilismo della Regione Umbria sui rifiuti sono un danno per i cittadini che hanno già subito l'aumento della tassa sui rifiuti nel 2018 e rischiano ulteriori aumenti per il 2019.

"La Regione Umbria - ha concluso la nota di Palazzo dei Priori - ha scaricato sull'AURI il problema dei rifiuti senza prima approvare quella necessaria riforma della legge e del piano regionale sui rifiuti per adeguarli alle direttive europee sull'0economia circolare. Dopo il danno ai cittadini per l'aumento della tassa sui rifiuti, questo immobilismo della Regione Umbria sulla pianificazione alimenta un illegittimo campanilismo dei rifiuti e costituisce un ulteriore e grave danno, in questo caso per l'ambiente e per l'intera economia regionale”.

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