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Giro d'affari magico in Umbria: 130 cartomanti e un fatturato da 7milioni di euro

Sono in tutto 130 i cartomanti nella sola provincia di Perugia. Un dato preoccupante che si affianca alle 15mila persone che ogni anno si rivolgono ai fattucchieri per farsi togliere malocchi di varia natura per un volume d'affari complessivo pari a 7 milioni di euro

Venne accusata di essersi fatta consegnare decine di euro e un’Alfa Romeo nuova fiammante. Per questo motivi una  cartomante perugina di 56 anni venne messa agli arresti domiciliari al termine di un'indagine condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la procura di  Perugia. Questo solo un assaggio di un singolo caso fra i migliaia di una regione che conta poco meno di 900.000 abitanti.

In Umbria sono, infatti, ben 15.000 le persone che ogni anno si rivolgono a coloro che svolgono il “mestieri di ciarlatani”. Un mestiere che ha un volume d’affari annuo pari a 7 milioni di euro, di cui solo lo 0.1% viene dichiarato al fisco. Sono in tutto 130 gli operatori che agiscono nella sola provincia di Perugia. E se ci chiediamo chi sia a contattarli, la risposta è del tutto fuorché scontata. Sono infatti il 13% delle persone in possesso di una laurea a voler conoscere il proprio futuro tramite i tarocchi.

Se invece si va sullo specifico si scopre che il 52% si rivolge ai fattucchieri per problemi personali e, nonostante il periodo poco fiorente, solo il 24% per problemi di natura economica. Sono però le donne quelle più colpite dalla “taroccomania”, anche gli adolescenti comunque con quell’11% soffrono del fascino di un futuro tutto da sapere.

Streghe, stregoni e cartomanti sono presenti soprattutto su internet e giornali d’annunci. Non è infatti difficile inciampare in un messaggio del genere: “Le cartomanti. Insieme ad esse sarete in grado di iniziare a superare i momenti difficili della vita, ad affrontare i problemi d’amore, le preoccupazioni lavorative, ma soprattutto riusciranno a darvi dei giusti consigli grazie alla loro professionalità”.

Unico piccolo problema è che le denunce accatastate contro queste persone, per lo più per truffa, sono centinaia. Impilate una sopra l’altra come a testimoniare che forse non tutti fanno poi così seriamente il loro lavoro. Come la storia di quel titolare di un call center con sede a Bastia Umbra e di una sua stretta collaboratrice, arrestati dalla polizia postale con l'accusa di avere truffato diversi utenti della struttura utilizzando i cosiddetti numeri telefonici a valore aggiunto. Stessa sorte per un centro di cartomanzia a Santa Maria deli Angeli che aveva dei veri e propri ''vademecum operativi'' per maghi, al fine di meglio guadagnare la fiducia dei clienti e convincerli a fare altre telefonate su linee 899, il cui costo poteva arrivare fino a 4 mila euro. Morale della storia? Un cliente è dovuto ricorrere ad una società finanziaria per ottenere un prestito e pagare una bolletta telefonica, mentre un’altra donna ha preso un mutuo per non uscire dalle grazia dei suoi cartomanti. Esistono decine di storia come queste che si accavallano una sopra l’altra. Decine di storia che dovrebbero mettere in guarda da chi invece di prevedere il futuro, cerca di prevedere quanti soldi ci sono nel conto in banca.

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