"Pronto, sono il dottore, mi fa una ricarica?" E così lo truffa: condannato

L’imputato chiamò i titolari di una tabaccheria, spacciandosi per un medico e cliente abituale. Oggi è stato condannato per truffa e sostituzione di persona

Si sarebbe finto un cliente abituale della tabaccheria di una piccola frazione della provincia di Perugia per farsi ricaricare una carta postepay, spacciandosi per un medico e camuffando la voce al telefono per simulare la sedicente identità, ma scoperto il “trucchetto”, l’uomo è finito a processo con l’accusa di truffa e sostituzione di persona.

Oggi la vicenda è sbarcata in tribunale davanti al giudice Internò, che ha condannato a sette mesi di reclusione l’imputato, originario della Sicilia, ma residente in Umbria. L'uomo chiamò i proprietari della tabaccheria fingendosi un medico che loro conoscevano bene, in quanto cliente abituale dell’esercizio commerciale, e chiese due ricariche da 300 euro l’una sulla propria postepay.

I soci della tabaccheria, ingannati dalla voce camuffata del presunto truffatore, agirono in buona fede ed effettuarono l'operazione, con la promessa che il debito sarebbe stato saldato in serata. Ma quando il "vero" medico entrò in tabaccheria, i soci gli chiesero il saldo dei 600 euro della ricarica, con lo sconcerto del malcapitato che, numero di carta alla mano, disse di non aver richiesto il servizio.

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Subito scattò la denuncia alla polizia postale e dalle indagini si riuscì a risalire al presunto autore del gesto, che non solo deve rispondere di truffa, ma di essersi sostituito ad un reale ed onesto cliente, che mai avrebbe approfittato della disponibiltà dei titolari dell'esercizio commerciale, costituiti parte civile con l'avvocato Giorgio Margheri. Il giudice ha condannato l'imputato anche al pagamento delle spese processuali. Il risarcimento per le parti  verrà invece discusso in sede civile. 

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