Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Documenti falsi e studenti "fantasma", cinque indagati per il buco da 4 milioni nel bilancio della Stranieri

Conclusione delle indagini, la Procura di Perugia contesta i reati di truffe falso a tre dipendenti dell'ateneo e due cittadini cinesi

Un “rosso” di 400mila euro nei conti dell’Università nel 2019. Tre anni dopo sono diventati quasi 4 milioni di euro. Non c’è pace per l’Università Stranieri di Perugia: dopo lo scandalo dei concorsi addomesticati e l’esame farsa di Suarez è giunta al primo punto fermo anche l’inchiesta sui presunti ammanchi per le iscrizioni degli studenti cinesi (che ormai sono fuggiti tutti a Siena).

La Procura di Perugia ha chiuso le indagini sulla presunta truffa per le iscrizioni di migliaia di studenti cinesi che seguivano i corsi Turandot e Marco Polo. Gli studenti cinesi usufruiscono di progetti di cooperazione internazionale, arrivano in Italia dopo una prima scelta effettuata in Cina dalle autorità e poi si servono di agenzie specializzate per questo tipi di scambi culturali. Queste agenzie si occupano anche del pagamento delle tasse di iscrizione ai corsi, trattengono una percentuale e pagano la retta.

Sarebbero indagati due cittadini cinesi, entrambi legati ad un’agenzia si supporto agli studenti. I due non sono sospettati di aver omesso il pagamento delle quote spettanti all’ateneo, ma di aver architettato una truffa più vasta, falsificando atti ufficiali dell’Università e proponendo un’iscrizione scontata (per poter incassare la differenza sull’intero ammontare che gli studenti avrebbero pagato). Sconto proposto come ufficialmente accettato dall’ateneo.

Le indagini della Procura di Perugia (l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a cinque persone, tre dipendenti della Stranieri e due cittadini cinesi) riportano bel altro. L’allora direttore generale dell’ateneo e l’allora responsabile per le relazioni internazionali avrebbero fatto passare, senza autorizzazione del consiglio di ateneo, una sorta di pre iscrizione per permettere alle autorità cinesi di rilasciare i visti agli studenti prescelti. Nelle pre iscrizioni sarebbero finiti anche studenti che poi non sono mai giunti in Italia.

A questo punto sarebbe entrata in scena l’agenzia dei due cinesi. Senza autorizzazione dell’ateneo, infatti, sarebbe stato riconosciuto un accordo fra la Stranieri e l’agenzia che riconosceva il diritto alla società di trattenere una provvigione sulle iscrizioni. E questo avrebbe provocato il buco milionario.

Il tutto fatto attraverso documenti falsi, come un verbale di una riunione del senato accademico nel quale si avanza la proposta di ridurre il costo dell’iscrizione per gli studenti cinesi del 20%. Il secondo documento, invece, sarebbe un atto di un funzionario, sempre con firma falsa, con il quale si darebbe il via libera allo sconto.

I cinque indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Giosuè Naso, Michele Gamboni, Rossano Monacelli e Simona Garone. La notizia è riportata dal Corriere dell’Umbria oggi in edicola.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Documenti falsi e studenti "fantasma", cinque indagati per il buco da 4 milioni nel bilancio della Stranieri
PerugiaToday è in caricamento