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Cronaca

"Ho un gravissimo tumore": la tremenda "bugia" gli frutta quasi 5mila euro

L'uomo ha patteggiato una pena a un anno e dieci mesi di reclusione. L'accusa è di avere truffato l'Inps, inventandosi un male inesistente

Falsi ricoveri, un cospicuo numero di certificati e l'esenzioni dal pagamento del ticket. Nulla, se non un'attenta indagine, portata avanti dai Nas, avrebbe potuto smascherare la truffa messa in atto da un uomo di 33 anni ai danni dell'Inps. Stando alla ricostruzione dei fatti l'imputato, che ha patteggiato oggi una pena a un anno e dieci mesi di reclusione, ha finto di avere un tumore con l'intento di ottenere l'indennità di accompagnamento e la pensione di irreversibilità.

Nel particolare, il 33enne, difeso dall'avvocato Massimo Perari, come si legge nel capo d'imputazione ha dichiarato di essere affetto da “linfonoma diffuso a grandi cellule B con attività proliferativa del 70-80 per cento, stadio II B”. La lunga serie di certificati, una decina in tutto, emessi in soli sei mesi, hanno “indotto in errore i funzionari degli uffici dell'Inps (in particolare i membri della commissione Medica) per l'accertamento dell'invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità”.

Dopo la richiesta dell'uomo, l'Inps, credendo nella autenticità dei certificati, decide quindi di “riconoscere inizialmente la totale invalidità e permanente inabilità lavorativa con necessità di assistenza continua”. In questo modo vengono versate nelle tasche dell'imputato in sei mesi 4.699,56 euro. Soldi ovviamente non dovuti e che adesso il 33enne dovrà restituire. A base del gesto ci sarebbe stata la perdita del lavoro. L'uomo, non sapendo come mantenere i quattro figli, avrebbe deciso di mettere in atto la truffa pensando di non essere scoperto. Purtroppo per lui, le indagine dei Nas hanno portato a galla la verità.

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