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Il "gioco" delle finte polizze per ottenere finanziamenti dalla Regione: raggirate aziende e società, truffatori a processo

La truffa era basata su un gioco ben congeniato di false polizze fideiussorie valide a ottenere finanziamenti erogati a sostegno dell'imprenditoria giovanile

Truffa ai danni di imprenditori vari, basata su un gioco ben congeniato di false polizze fideiussorie valide a ottenere finanziamenti erogati a sostegno dell'imprenditoria giovanile. La vicenda, che ha preso piede dopo una accurata indagine portata avanti dalla polizia giudiziaria e coordinata dal sostituto procuratore Claudio Cicchella che a marzo del 2016 aveva chiesto il processo per tutti e tre gli imputati coinvolti, si è conclusa questa mattina dinanzi al gup Valerio D'Andria che ha disposto il rinvio a giudizio per due persone (il terzo è irreperibile), fissando la prima udienza al 18 dicembre 2018. 

Attraverso l’aiuto di un intermediario  (risultato essere estraneo alla truffa e oggi parte offesa nel procedimento a carico degli imputati) che riusciva ad entrare in contatto con vari imprenditori interessati ad accedere ai finanziamenti a fondo perduto, quindi anche lui – secondo il capo d’accusa – oggetto di raggiro – avrebbe indotto in errore i rappresentanti di aziende e società.

Infatti a loro volta, nella convinzione di aver acquisito nel mercato assicurativo una valida polizza fideiussoria emessa per conto di una società assicurativa (estranea ai fatti), rispettosa delle condizioni individuate dalla Regione Umbria nella legge regionale 12/95 sui finanziamenti da erogare a sostegno dell’imprenditoria giovanile, “in buona fede”- si legge nelle carte della procura – avrebbero chiesto ed ottenuto dalla Regione un finanziamento a tasso zero e un rimborso per la sottoscrizione della fideiussione. “Con conseguente danno all’ente che erogava somme in assenza di adeguate garanzie" in quanto la polizza sarebbe stata, praticamente, carta straccia.

La truffa, ben architettata, sarebbe stata messa a segno anche fuori dai confini regionali, in particolare a Pescara e a Chieti; gli imprenditori che volevano accedere ai finanziamenti a fondo perduto per poter realizzare un progetto imprenditoriale, tramite un articolato raggiro sarebbero stati indotti in errore a loro volta perché avrebbero fatto pervenire (a loro insaputa) una falsa polizza di  fideiussione da allegare alla domanda da presentare alla Regione Umbria. I fatti contestati, ascrivibili in un arco temporale che va dal 2011 al 2013, coinvolgerebbero, come parti offese, almeno 24 legali tra rappresentanti di società ed imprese. Ora per gli imputati, che dovranno rispondere anche di falsità materiale commessa da privato, si aprirà il processo. Le parti civili costitute sono, tra gli altri, Sviluppumbria, rappresentata dall'avvocato Francesco Falcinelli e uno degli imprenditori raggirati, difeso dall'avvocato Raffaello Agea. Gli imputati sono difesi dai legali Cesare Carini del foro di Perugia e Alfredo Forcillo del foro di Pescara.  

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