Truffa delle banche online, occhio ai messaggi sospetti. Diversi i casi anche a Perugia

Se l'istituto di credito non ha ben vigilato si può chiedere il rimborso

Un messaggio di allerta per operazioni sospette sul conto corrente e una telefonata per bloccare il conto. Avvertimenti che, invece, servono proprio ad autorizzare i malintenzionati a derubare l’ignaro cliente.

La truffa inizia con un sms o una mail che replicano numeri, indirizzi e logo di un istituto di credito. Il messaggio riporta una generica descrizione di operazioni non autorizzate sul conto corrente, con l’indicazione di cliccare sul link e seguire le istruzioni riportate nel sito.

Sito clonato e identico a quello della banca con la schermata: “È stato effettuato un accesso su un dispositivo non riconosciuto. Se non sei stato tu, clicca e verifica i dati”. A quel punto viene chiesto di inserire tutti i codici di accesso al conto corrente. Così il truffatore può accedere al conto e ripulirlo. Anche perché viene chiesto all’utente di non connettersi al sito per almeno un’ora, in modo da poter agire liberamente.

“Le truffe telematiche e i crimini informatici sono un vero pericolo anche perché si guadagna tanto e si rischia zero – afferma l’avvocato Michele Gambini – Diversi clienti si sono rivolti a me chiedendo come fare. In alcuni casi hanno desistito ritenendo che non avrebbero recuperato nulla visto che i truffatori operano dall’estero, in genere Paesi africani dove è difficile operare per il recupero delle somme – prosegue il legale – L’altro sistema è quello di addivenire ad un accordo con la banca per la restituzione della somma, come è avvenuto per un mio cliente”.

Una sentenza della Cassazione, infatti, la 9158 del 12 aprile 2018, ha stsbilito che spetta alla banca valutare le operazioni del cliente anche nel caso di utilizzo di home banking e garantirne la sicurezza. La banca non risponde del danno solo se il cliente si è mostrato veramente sprovveduto.

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Il cliente deve, quindi, controllare il testo del messaggio, spesso pieno di errori per sfuggire ai sistemi di sicurezza, l’indirizzo a cui rimanda il link del messaggio, che non è quello della banca, se c’è l’invito a “non rispondere a questa e-mail/numero”, perché se il cliente lo facesse scatterebbe l’allarme in banca. Il numero verde degli istituti bancari, infine, non effettua chiamate, ma è a disposizione del cliente. Mai comunicare, quindi, i dati personali e di accesso al conto, né al telefono né su internet. In caso di dubbi chiamare la propria filiale.

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