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Falso certificato per il rimborso Inps della retta del centro estivo, papà sotto processo

L'uomo avrebbe presentato dei documenti contraffatti per rientrare delle spese sostenute. L'Asl parte civile per il danno d'immagine nell'aver usato la carta intestata

Falsifica un certificato medico per poter ottenere dall’Inps il pagamento delle rette per il centro estivo dei figli, ma finisce sotto processo per falsità materiale e truffa, con l’Asl che si costituisce parte civile per l’utilizzo di carta intestata per produrre il falso documento.

L’uomo, difeso dall’avvocato Elisabetta Curioso Mammoli, è accusato di falsità materiale “perché al fine di ottenere dall’Inps il pagamento delle rette spettanti alla cooperativa sociale … formava un certificato attestante la frequenza dei propri figli … presso il centro estivo gestito” dalla cooperativa “apponendo sullo stesso documento, in apparenza rilasciato dall’Azienda sanitaria locale Usl 2 dell’Umbria” la sottoscrizione di un medico (all’oscuro di tutto) in servizio presso la struttura sanitaria.

La seconda contestazione è di truffa perché l’uomo avrebbe tentato di “truffare la Direzione provinciale di Perugia dell’Inps” senza riuscirvi per “la prontezza dei funzionari Inps che rilevavano la falsità dei documenti prodotti”, cioè il falso certificato e una falsa scrittura privata “apparentemente riconducibile alla cooperativa sociale”.

I documenti, per l’accusa, sarebbero serviti ad “ottenere il pagamento di una somma di denaro pari a quella delle rette spettanti alla medesima cooperativa, per i servizi erogati ai suoi figli”.

L’Azienda sanitaria locale Usl 2 si è costituita parte civile tramite l’avvocato Luca Gentili.

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