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Traffico di auto di lusso e yacht, incastrata la banda che operava a Perugia

Chiuse le indagini a carico di 13 persone, tra italiani e stranieri: le vetture rubate venivano vendute in nord Africa. Truffate le assicurazioni

Auto di lusso prese in leasing e fatte sparire nel Magreb dopo averle spedite da porti del Nord Europa, mezzi da cantiere rubati e fatti sparire, uno yacht mai pagato e venduto, ricettazione di certificati di laurea, libretti di circolazione certificati di proprietà in bianco, vendita di documenti contraffatti, truffa alle assicurazioni.

Solo per elencare i principali reati che la procura perugina imputa, con l’aggravante dell’associazione, a 13 persone (italiani e stranieri) difese dagli avvocati Luca Gentili, Emanuele Guerrieri, Glauco Guida, Michele Iacomi, Adolfo Alfredo Moramarco, Francesco Moramarco, Ilaria Iannucci, Massimo Frisoni, Eustachio Claudio Sollazzo, Omar Khmayes, Stefano Gallo, Giovanna Paola Lai, Luca Landucci ed Elio Addante.

Per tutti gli imputati è arrivata la notifica della fissazione dell’udienza preliminare per il 20 febbraio del 2019. Secondo la procura perugina l’associazione criminale si procurava autovetture provento di furto (Audi, Mercedes, Porsche, Lamborghini e Mini), quindi ricettazione, da far sparire dall’Italia spedendoli tramite nave nei paesi del nord Africa principalmente.

Non solo auto perché il gruppo avrebbe inviato in Africa anche mezzi da cantiere, camion, ruspe, gru, pale meccaniche, escavatori natanti e imbarcazioni. Altre ipotesi di reato riguardano la truffa ai danni di acquirenti di auto alle quali erano stati alterati i chilometri percorsi; anche il traffico di certificati di laurea in bianco rubati, alterati e rivenduti a 850 euro l’uno, è tra i reati contestati (nel giro di documenti falsificati anche i certificati relativi alle autovetture).

Il gruppo aveva escogitato un trucco per guadagnare due volte con la stessa auto. La vettura veniva acquistata e concessa in leasing ad un complice. Poco dopo veniva denunciato il furto, quando il realtà l’auto era stata venduta falsamente ad un terzo complice che tramite la Spagna o il porto di Genova, la portava in Marocco, e si faceva richiesta all’assicurazione per incassare il premio. In questo modo sono sparite una Porsche, una Lamborghini, una Golf, una BMW X6.

Due Ferrari, una 458 spider e una 458 coupé, invece, eerano state rubate, come il semirimorchio necessario per trasportarle. I reati sarebbero stati compiuti in Puglia, Campania, Emilia Romagna e Marche, ma la centrale operativa del gruppo, secondo la procura, si trovava a Perugia.

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