Acquista pannelli in cartongesso con assegni scoperti per conto di una ditta chiusa, condannato

L'imputato avrebbe utilizzato il materiale non pagato per ristrutturare un agriturismo al posto degli uffici dell'azienda che aveva emesso la fattura

Pannelli in cartongesso pagati con assegni scoperti, tratti da un conto corrente chiuso, acquistati per ristrutturare gli uffici di un’azienda venduta pochi giorni prima e finiti poi in un agriturismo per suddividere gli spazi.

Sono gli elementi che hanno portato davanti al giudice tra persone con l’accusa di truffa. Secondo l’accusa o tre, “in concorso tra loro e con artifizi e raggiri, consistiti nella consegna di due assegni di due assegni, per complessivi 5.417 euro, tratti su un contro corrente estinto e recanti firma di traenza apocrifa e nella consegna dei titoli a fronte dell’acquisto di materiale per l’edilizia (pannelli in cartongesso con accessori per il montaggio)” avrebbero indotto in errore il venditore “in ordine al buon fine del mezzo di pagamento e quindi in ordine alla solvibilità degli acquirenti, procurandosi così l’ingiusto profitto rappresentato dalla consegna del materiale per l’edilizia con conseguente e pari danno per la parte offesa”.

Uno dei truffatori “pur sapendo che di lì a pochi giorni avrebbe ceduto la ditta” avrebbe concordato con un altro imputato “l’acquisto di materiale per l’ammodernamento della sede aziendale”. Uno dei tre avrebbe consegnato materialmente al venditore “gli assegni scoperti” e ritirato il “materiale acquistato”. Il terzo imputato avrebbe preso “in consegna” e utilizzato “presso la sua struttura ricettiva” il materiale “conseguito mediante la consumazione della truffa”.

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Uno degli imputati, difeso dall’avvocato Michele Antognoni è uscito dal processo per aver ripagato il danno prima dell’udienza; uno, difeso dall’avvocato Stefano Tentori Montalto, è stato assolto per non aver commesso il fatto, non avendo concordato l’acquisto del materiale per ristrutturare la sede aziendale venduta. Il terzo, difeso dall’avvocato Francesco Simioli, è stato condannato ad 1 anno e 3 mesi di reclusione per la truffa con gli assegni.

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