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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Truffa del parente in difficoltà per sottrarre denaro e gioielli agli anziani: arrestata

La donna è stata messa ai domiciliari in quanto sussisterebbe il rischio di reiterazione del reato. Due le vittime a Perugia e Corciano di 94 e 84 anni

La Polizia di Stato di Perugia ha eseguito la misura degli arresti domiciliari nei confronti di una italiana di 42 anni, con diversi precedenti di polizia, al termine di una indagine per truffa aggravata in concorso ai danni degli anziani.

Secondo gli investigatori la donna il 26 febbraio avrebbe truffato due persone anziane, rispettivamente di 94 e 84 anni, residenti nel Comune di Perugia e Corciano, utilizzando la tecnica di fingersi, al telefono, parenti o appartenenti alle forze dell'ordine e dicendo che un congiunto si troverebbe in difficoltà e che avrebbe bisogno subito di denaro. Una volta carpita la fiducia della vittima ed avuto l'assenso al prestito, il truffatore o un suo complice si presenta presso l'abitazione per ritirare il denaro ed i preziosi che l'anziano ha messo a disposizione per il congiunto.

Il 26 febbraio moltissime persone si erano rivolte alle forze dell'ordine segnalando di essere state contattate da un interlocutore di sesso maschile che affermava come un loro congiunto si trovasse in difficoltà chiedendo denaro e preziosi da ritirare presso l'abitazione.

Nel primo pomeriggio giungeva alla centrale operativa una ulteriore telefonata nella quale veniva segnalata una tentata truffa a Corciano. La Polizia attivava una serie di ricerche nelle zone indicate dai segnalanti all'esito delle quali veniva individuata una autovettura - noleggiata a Napoli - con a bordo una donna. Fermata per un controllo alla guida veniva identificata una donna di 42 anni originaria della Campania con precedenti penali per il reato di rapina che appariva subito in evidente stato di agitazione.

L'esito della perquisizione dava esito positivo visto che all'interno della borsa venivano trovate banconote di vario taglio per un totale di 2.700 euro mentre nel portabagagli dell'auto veniva rinvenuta, abilmente occultate, una busta contente diversi monili e preziosi. La donna veniva così denunciata per il reato di truffa aggravata in concorso. Le indagini condotte nei momenti immediatamente successivi consentivano di acquisire una serie di elementi nell'ambito dei quali veniva definito anche il modus operandi dell'indagata e del complice rimasto allo stato ignoto.

Nel primo episodio un uomo avrebbe contattato la vittima e presentatosi come suo cognato, le comunicava di avere necessità impellente di un prestito di 5.000 euro, aggiungendo di mettere da parte soldi e preziosi preannunciando che sarebbe passata una donna per il ritiro. Cosa che avveniva poco dopo.

Nel secondo episodio un uomo avrebbe contattato la vittima presentandosi come nipote e chiedendo denaro contante e oro, che avrebbe poi restituito quanto prima. Anche in questo caso sarebbe passata una donna a ritirare tutto.

Le due vittime riconoscevano in Questura gli oggetti trovati nell'auto della 42enne e indicavano la stessa come la persona che aveva ritirato denaro e gioielli. Il cellulare della 42enne, le immagini delle telecamere di sorveglianza lungo il tragitto stradale e i dati del gps della sua auto, inoltre, certificavano la presenza della donna vicino alla case delle due vittime.

Il giudice per le indagini preliminari di Perugia ha ritenuto che "la limitazione della libertà di azione e movimento è attualmente necessaria ed imprescindibile, onde evitare che la prevenuta possa reiterare le condotte per cui si procede, non ritenendosi sufficienti misure non custodiali, che al contrario la lascerebbero libera di spostarsi e di perpetrare ulteriori delitti" ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari da scontare presso la residenza.

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