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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Truffa alla Stranieri - La Procura di Perugia chiede il processo per cinque: "Falsi documenti per la sconto sull'iscrizione. Buco da 4 milioni di euro"

L'udienza preliminare è stata fissato per il 4 ottobre. Nei guai i titolari di un'agenzia cinese di pratiche amministrative e tre funzionari dell'ateneo che risulta essere parte offesa

La Procura di Perugia ha chiesto il giudizio per cinque persone nell’ambito dell’indagine sulle iscrizioni degli studenti cinesi all’Università per Stranieri di Perugia. Il 4 ottobre del 2022 dovranno comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare Zeng Delong e Liu Yin, difesi dall’avvocato Leonardo Orioli, Cristiano Nicoletti e Fabrizio Focolari, difesi dall’avvocato Vittorio Manes e Simone Olivieri, difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli. Risultano parti offese l’Università per Stranieri di Perugia e una dipendente dell’ateneo.

Zeng, Liu, Focolari e Nicoletti sono accusati di truffa “perché, in concorso tra loro e con altri soggetti non identificati, Nicoletti, nella qualità di Direttore Generale dell'Università per Stranieri di Perugia” avrebbero imposto “agli uffici dell'Ateneo una prassi per le iscrizioni, differenziale rispetto a quella relativa a tutti gli altri corsi, tale per cui venivano rilasciati, dietro semplice presentazione da parte delle agenzie cinesi di una lista di studenti, i certificati di preiscrizione necessari per l’ottenimento dalle Autorità diplomatiche del visto di ingresso, con relativa quietanza di pagamento senza che potesse essere controllato né preventivamente, né successivamente l'abbinamento dei pagamenti con gli specifici nominativi di studenti a cui erano riferiti e nel predisporre la falsa attestazione” predisponendo due convenzioni con firme ritenute false dalla Procura “tali da simulare un diritto della Grifone a provvigioni del 37% e del 39% sulle tasse di iscrizione degli studenti cinesi dei corsi di lingua relativi ai Progetti Marco Polo e Turandot” con “il rilascio delle preiscrizioni ad almeno 47 studenti che non avevano mai formulato alcuna istanza e attestando falsamente che gli stessi avrebbero soggiornato presso l'Adisu” con un “mancato incasso dei medesimi diritti di iscrizione per un importo non inferiore a 3.900.000 di euro.

Il solo Nicoletti deve rispondere dell’accusa di falso per aver predisposto tali documenti e attestazioni false “nella proposta del bilancio dell'esercizio 2015 dell'Ateneo, approvata con delibera di Consiglio di Amministrazione del 19 maggio 2016”.

Secondo la Procura i proventi per la didattica nel “prospetto di sintesi del conto economico, alla data di chiusura dell'esercizio 2015, erano di euro 4.860.813, quando in realtà detti proventi erano pari euro 5.908.647”, mentre “le maggiori entrate dell'esercizio 2015 rispetto all'esercizio 2014 derivanti dal Progetto Marco Polo e Turandot erano di euro 818.024, quando in realtà tali maggiore entrate erano di euro 1.878.867”.

Questo sarebbe avvenuto nei bilanci degli anni che vanno dal 2015 al 2018.

Al solo Olivieri è contestato il reato di violenza o minaccia per costringere a commettere un reato perché “dopo aver chiuso in uno stanzino” la dipendende che risulta parte offesa, “chiudendo la porta con la chiave, la minacciava attraverso le seguenti frasi: ‘tu sei l 'anello più debole della catena. Non mi serve il colpevole, ma un colpevole. Se tu dici di aver firmato la possiamo chiudere come un errore amministrativo interno”. Questo “per costringerla o comunque determinarla a concorrere nel delitto di truffa ai danni dello Stato mediante falsa dichiarazione di aver sottoscritto le convenzioni con le agenzie cinesi” e che avrebbero indotto “in errore l'Università per Stranieri di Perugia circa la sussistenza di validi titoli negoziali recanti una scontistica mai approvata dallo stesso Ateneo procurando cosi con ingiusto profitto per i titolari delle agenzie cinesi”.

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