Cronaca

False assunzioni per maturare i contributi pensionistici: in 24 finiscono davanti al giudice

Falsità ideologica e dei documenti informatici presentati tramite un'associazione culturale di stranieri compiacente

Ventiquattro persone, 4 italiani e 20 rumeni, sono finite sotto processo per falso ideologico e frode informatica ai danni dell’Inps attraverso un fittizio sistema di assunzioni ai fini dell’ottenimento dei contributi pensionistici e di disoccupazione.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Daniele Giannangeli, Silvia Serangeli, Luca Brufani, Paola Morlupo, Gianni Dionigi, Ruggero Tomasi, Fabiana Silvestri, Giacomo Manduca, Roberto Manente, Giuseppe Alberto Dieni, Francesco Cinque, Daniela Paccoi, Barbara Romoli, Andrea Pierozzi, Camillo Cristini e Francesco Blasi, sono accusati, a vario titolo di aver chiesto all’Inps il rilascio “del codice Pin utile ai fini della gestione telematica dell’instaurazione del fittizio/falso rapporto di lavoro domestico” tra diversi soggetti e di aver ideato “l’azione criminosa e le mendaci dichiarazioni da rappresentare nella modulistica da trasmettere all’Inps di Perugia” attraverso una associazione culturale di stranieri che “si occupava della compilazione e trasmissione per via telematica delle domande”.

Domande che sarebbero servite a instaurare “una falsa posizione contributiva previdenziale e assicurativa … che sarebbe stata quindi utile ad accreditare … contributi figurativi utili al diritto alla pensione”.

A cinque degli imputati, che per la Procura di Perugia sarebbero gli organizzatori della truffa, viene contestata anche la recidiva specifica, cioè l’aver già commesso un reato identico e con modalità simili.

L'ente previdenziale risulta parte civile nel procedimento per il danno subito.

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