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Tribunale Ecclesiastico Umbro: 103 cause per cancellare il matrimonio, tutti i dati e le curiosità

Sono in prevalenza uomini a chiedere il procedimento di annullamento. Ma non sempre lo si ottiene anzi...

Il Tribunale Ecclesiastico ha presentato un bilancio degli ultimi due anni di attività, tracciando anche una sorta identikit dell'uomo e della donna che si rivolgono ai magistrati della Chiesa per annullare il matrimonio. 

LE CAUSE - Sono state trattate 230 cause di nullità, di cui 126 espletate e 104 pendenti. Delle cause espletate: 118 si sono concluse con sentenza affermativa, 3 con sentenza negativa, 4 cause sono state rinunciate e 1 causa è andata perenta. Nel 2015 sono state introdotte 103 nuove cause (in linea con gli anni precedenti).

LA DURATA - La maggior parte dei processi (101) hanno avuto una durata tra i sei mesi e 18 mesi a conferma che da sempre si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande. La durata della convivenza coniugale prima dell’introduzione del procedimento è di oltre dieci anni in 39 casi, va da cinque a dieci anni in 34 casi, da uno a due anni in 16 casi.

L'ETA' DELLE COPPIE - Le persone che hanno avviato il  procedimento hanno in prevalenza un’età compresa tra i 41 e i 50 (111) tra i 31 e 40 anni (79) ed anche quattro casi di persone oltre i 61 anni.

IL GENERE - Sono in prevalenza uomini a chiedere il procedimento di annullamento: 69 contro le 57 donne, sono in prevalenza nell’ordine impiegati, operai, liberi professionisti, imprenditori e industriali, insegnanti, disoccupati.

LA MAPPA - 39 sono le cause provenienti dalla diocesi di Perugia, 20 da quella di Terni, 14 da quella di Spoleto, 11 da Assisi, 13 da Città di Castello, 15 dalla diocesi di Orvieto- Todi. 3 da quella di Gubbio, 11 da Foligno.

I COSTI - "Dall'ingresso della riforma - ha spiegato il Cardinale Bassetti - abbiamo aderito alla volontà del San Padre con l'assoluta gratuità dei nostri procedimenti. Sperando che chi ne abbia le possibilità, riconoscendo di aver ricevuto dalla Chiesa un "servizio", possa aiutare, secondo l'auspicio del Pontefice, qualche ente benefico, ad esempio la Caritas, per andare incontro ai tanti fratelli oggi in difficoltà". Insomma ad offerta per i poveri. 

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