Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Trevi corre ai ripari da truffe, furti e atti vandalici: nasce “Trevi sicura – Fidati solo di chi conosci”

Il progetto è stato presentato nella sala del Consiglio comunale, alla presenza del sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci, dal sindaco Bernardino Sperandio affiancato dal consigliere comunale Jacopo Solfati

Alcuni atti di vandalismo, qualche persona anziana vittima di truffe, furti nelle abitazioni: l’Amministrazione comunale di Trevi non ha perso tempo per correre ai ripari predisponendo un progetto che punta sì alla repressione dei reati, ma soprattutto alla prevenzione. Oggi il progetto, “Trevi sicura – Fidati solo di chi conosci”, è stato presentato nella sala del Consiglio comunale, alla presenza del sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci, dal sindaco Bernardino Sperandio affiancato dal consigliere comunale Jacopo Solfati, dal comandante della compagnia dei Carabinieri di Foligno, Angelo Zizzi, dal comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Foligno, Matteo Moroso e da Massimo Brauzi, comandante del Corpo unico della Polizia locale. Il progetto si muove in due essenzialmente in due direzioni: una dedicata agli anziani e una ai giovani.

Per i primi è stato realizzato un pieghevole che sarà distribuito a tutte le famiglie nel quale sono indicati i comportamenti da adottare per non finire nelle mani di truffatori senza scrupoli. Per i giovani si procederà ad una campagna di sensibilizzazione e di educazione alla legalità con l’ausilio delle scuole e il coinvolgimento delle famiglie. “Trevi – ha dichiarato il sindaco Sperandio – non ha problemi particolari. Esiste però una realtà giovanile che va ricondotta all’ordine sociale. Se un tempo i centri sociali avevano il ruolo di condivisione di esperienze, oggi i nostri ragazzi si nutrono di parole attraverso i social esasperando, spesso, forme di individualismo che a volte sfoga in aggressività. Il nostro progetto non punta soltanto alla repressione, ma alla responsabilizzazione dell’individuo”. Il fatto che il progetto coinvolge anziani e giovani è stato valutato positivamente dal comandante Zizzi. “Il pieghevole è molto utile – ha aggiunto – e dovrà essere affiancato da incontri informativi. I giovani non devono vedere le forze dell’ordine come nemici, ma devono capire che tuteliamo la loro incolumità. Nei suoi 201 anni di storia, il Corpo dei Carabinieri ha sempre operato attraverso il contatto diretto con i cittadini. In linea con i tempi moderni è anche attivo un profilo Facebook dell’Arma dove i cittadini possono inviarci le loro segnalazioni per ampliare l’efficacia della cosiddetta ‘Sicurezza partecipata’ ”.

Il massimo coinvolgimento delle famiglie delle istituzioni è stato sollecitato dal comandante Brauzi, mentre il comandante Moroso ha evidenziato come per i giovani occorra implementare le iniziative per motivarli alla legalità e al senso dello Stato. All’amministrazione trevana sono andati i complimenti del sottosegretario Bocci “perché se da un verso crea sinergie con le forze dell’ordine, punta soprattutto alla prevenzione”. “Anche a Trevi – ha aggiunto l’onorevole Bocci – esiste un disagio giovanile che più che sociale è culturale. Molti giovani pensano di poter fare a meno di una comunità: comunità che resta sconfitta ogni volta che un ragazzo delinque. Questo progetto è intelligente perché non rivendica più forze dell’ordine o più telecamere, ma propone più scuola e più famiglia. Giusto quindi prevenire il disagio e rivolgersi a giovani e anziani”. Bocci ha quindi annunciato che il Governo sta studiando con l’Anci un disegno di legge che, per alcuni ambiti legati alla sicurezza urbana, prevede più poteri ai sindaci e un maggior raccordo tra forze dell’ordine e polizia locale. “Purtroppo non esistono più terre tranquille – ha sottolineato il sottosegretario -. Oggi è impensabile tenere la chiave sulla porta di casa. L’Umbria è essenzialmente vittima del pendolarismo di criminali provenienti da altre regioni o da altre nazioni e il quadro normativo non aiuta prevedendo scarcerazioni nel giro di poche ore. Forse bisognerà trovare soluzioni alternative al carcere. Ai violenti – ha concluso Bocci – dobbiamo far capire la bellezza della vita e contemporaneamente dobbiamo difendere chi della violenza è vittima”.

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