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La richiesta: "Situazione complicata, per il Trasimeno serve una cabina di regia"

L’appello è stato lanciato nei giorni scorsi, quando alcuni amministratori accompagnati da tecnici hanno compiuto un sopralluogo lungo i torrenti Moiano e Tresa

Una “cabina di regia” per gestire le “acque alte”. E’ quanto chiedono, rivolgendosi in primo luogo alla Regione Umbria, i sindaci del Trasimeno che, come accaduto negli anni passati per la siccità, ritengono necessario un coordinamento tra Enti (a partire dalle Regioni e dalle Autorità di Bacino interessate) per gestire al meglio i periodi di piena sul bacino idrografico del lago Trasimeno.

L’appello è stato lanciato nei giorni scorsi, quando alcuni amministratori (Giacomo Chiodini di Magione, Fausto Scricciolo di Città della Pieve, Patrizia Cerimonia di Tuoro, Giulio Cherubini di Panicale e il consigliere provinciale sindaco di Piegaro Roberto Ferricelli), accompagnati da tecnici della Provincia di Perugia, dei Comuni di Città della Pieve e Chiusi e della Provincia di Arezzo, hanno compiuto un sopralluogo lungo i torrenti Moiano e Tresa. Una visita voluta per osservare da vicino i sistemi naturali e artificiali di deflusso delle acque e valutare il loro funzionamento in previsione di un innalzamento del livello delle acque del Trasimeno e degli aumenti di portata dei torrenti.

In particolare, gli amministratori locali si sono recati sul Moiano, nel punto in cui negli anni ’60 venne realizzato un sistema di quattro paratie artificiali che consente, secondo un accordo tra le Regioni Umbria e Toscana, di dirottare le acque del torrente verso il lago di Chiusi (anziché verso il Trasimeno dove normalmente confluiscono), nel caso in cui la loro portata si innalzi oltre il livello consentito. I sindaci hanno inoltre visitato il cantiere al confine tra Umbria e Toscana, dove il Consorzio di bonifica, sulla base di uno studio approvato e finanziato dalla Regione Umbria, sta provvedendo alla realizzazione di una “cassa d'espansione” sul Tresa, che, una volta terminata, avrà la funzione di “abbattere il colmo delle piene”, nel caso in cui la portata del torrente oltrepassi i 100 metri cubi al secondo.

Si tratta di un’opera, appaltata un anno e mezzo fa, del valore complessivo di 5 milioni di euro, che prevede anche la costruzione in questo punto di un nuovo ponte su Moiano e Tresa, in sostituzione del vecchio che verrà demolito. Quello che è emerso dal sopralluogo effettuato in questa porzione del bacino idrografico del Trasimeno è l’esistenza, come fatto notare dal dirigente della Provincia di Perugia, Gianluca Paggi, di “un sistema idrogeologico di estrema complessità e delicatezza, collegato e integrato con gli invasi di Chiusi e Montepulciano. Una complessità che si riflette sul piano gestionale, poiché il controllo afferisce a due Regioni, tre Province, nove Comuni e due Autorità di Bacino”. Considerazioni fatte proprie dai sindaci del Trasimeno, consapevoli che qualunque decisione venga presa relativamente al funzionamento dell’emissario di San Savino, avrà ricadute anche sugli altri invasi collegati al grande bacino lacustre umbro. 

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