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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Corciano

Tragedia di Mykonos, Carlotta e la sua risata: il ricordo delle amiche. Il professore ai genitori: "Avete solo cercato la felicità di vostra figlia"

Prima della conclusione della messa tante testimonianze di affetto, Guccini e De Andrè per salutarla

"Ridatemela" ripete mamma Cristina attraversando il sagrato della chiesa di San Bartolomeo a Solomeo, dove Carlotta aveva ricevuto la prima comunione e intorno alla quale è cresciuta. E' il giorno del funerale della 18enne, morta in un incidente stradale a Mykonos, alla fine delle sue vacanze con altre 7 amiche. Un incidente sul quale quale vanno avanti le indagini, per il quale, ricorda dal pulpito un professore in rappresentanza di chi, per quattro anni, le ha insegnato al linguistico Giordano Bruno: "Non è tutto capire di chi è la responsabilità, non è il momento di capire il perché? Cari genitori non cercate la colpa, non potrà esserci una giustizia umana che potrà saziare questa dolore. So solo che Dio ci insegna ad amare, solo lui può consolarvi". E ancora il professore: "Un altro luogo comune che ho sentito spesso intorno a me è stato che quando succede qualcosa ai figli la colpa è sempre dei genitori. Bene, io vi affermo con forza: non avete nessuna colpa. Perché avete fatto quello che ogni genitore qui fa per i propri figli: cercare la loro felicità. Non c'è nessuna colpa, so solo che se Carlotta potesse parlare avrebbe una sola parola, l'unica che compensa tutto quello che uno dona, sarebbe una: grazie". Poi una dedica con le parole di Francesco Guccini di Canzone per un'amica.

Prima di accompagnare la ragazza al cimitero di Solomeo, le testimonianze delle amiche, dei compagni di classe, delle ragazze che erano in vacanza con lei, rimaste anche loro ferite nell'incidente. Il ricordo di una ragazza solare, aperta, disponibile, appassionata nelle cose che faceva. Il canto, la danza, la grande passione che le sue scarpette posate sulla bara hanno voluto testimoniare. I ricordi si affollano uno dietro l'altro, momenti di giovane vita vissuta insieme, promesse di un'amicizia che non può finire, di un filo che il destino ha reciso all'improvviso, e la certezza, dicono le amiche, che di lei non si potranno dimenticare mai. Come della sua risata, rumorosa, unica, raccontano, di una ragazza sempre sorridente e allo stesso tempo  matura, tanto da essere un punto di riferimento. 

A Solomeo, dove partecipava attivamente alla festa rinascimentale, hanno voglia di ricordarla nel migliore dei modi possibili. Qualcosa nel suo ricordo verrà organizzato, non adesso, ora ci sono le lacrime da asciugare a una famiglia a cui stringersi attorno. "E come le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose" cantava De Andrè e ricorda lo striscione dal quale si alzano in volo i palloncini bianchi con il suo nome scritto a pennarello, mentre in centinaia si uniscono al corteo fino al cimitero. 

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