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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Cronaca

Tragedia a Senigallia, muoiono padre e figlio investititi da un treno

I due sono di Perugia: secondo la ricostruzione il genitore avrebbe cercato di salvare il ragazzo

AGGIORNAMENTO ORE 15 -  Si chiamavano Stefano e Claudio Pannacci. Sono loro, padre e figlio, le due vittime della tragedia avvenuta mercoledì sera sui binari all'altezza del lungomare Mameli, a Senigallia. Stefano Pannucci, 63 anni, ed il figlio Claudio, 26, sono stati investiti da un treno merci in transito. Il tutto davanti gli occhi dell'ex moglie del 63enne e mamma di Claudio. Stefano, di Valfabbrica, si trovava in città con l'ex moglie e suo figlio Claudio, quest'ultimi invece residenti a Perugia. La famiglia da diversi anni raggiungeva la spiaggia di Velluto per trascorrere le vacanze estive. Da una prima ricostruzione - come ribadito dai colleghi del nostro gruppo Citynews (www.anconatoday.it)  sembrerebbe che Claudio volesse farla finita. Quando mancavano poche centinaia di metri dall'arrivo del treno il giovane si sarebbe buttato tra i binari. A quel punto papà Stefano avrebbe tentato di salvarlo, correndo da lui  per cercare di fermarlo. Ormai però era troppo tardi: il macchinista non ha potuto far niente e li ha travolti entrambi, uccidendoli sul colpo

I minuti prima della tragedia

Già nel pomeriggio di ieri si era verificata una situazione particolare che potrebbe aver fatto da preludio alla tragedia. La mamma di Claudio aveva infatti notato il figlio mentre osservava il vuoto sopra degli scogli. Il 26enne era in piedi, immobile, di fronte al mare mosso e con lo sguardo perso. La donna era però riuscita a farlo tornare a riva. Poi, alcune ore dopo, il dramma. Quando mancavano pochi minuti alle 21 Claudio è uscito a piedi dall'albergo dove soggiornava insieme ai genitori. Il padre lo ha seguito nel tentativo di parlarci un po'. A quel punto il ragazzo ha scavalcato le barriere in cemento ed ha iniziato a camminare sui binari, con il treno merci visibile già in lontananza. I loro corpi sono stati sbalzati per decine di metri, sotto gli occhi della donna, che nel frattempo li aveva raggiunti. Sul posto intervenuti i carabinieri, la polfer, i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Sulla vicenda indaga la procura di Ancona. 

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Avrebbe cercato di salvare il figlio, invece non c'è riuscito ed entrambi hanno perso la vita. Si tratta di due uomini, rispettivamente di 63 e 26 anni entrambi della provincia di Perugia (il padre abitava a Valfabbrica mentre il figlio era residente nel capoluogo di regione) che sono stati investiti e uccisi da un treno merci in transito poco a nord della stazione di Senigallia (Ancona). Dalle 21 il traffico sulla linea Marotta-Senigallia è stato sospeso in entrambe le direzioni. Secondo le prime informazioni, le vittime sono perugine e si trovavano a Senigallia in vacanza.

Un treno merci in transito, direzione sud, ha travolto padre e figlio che si trovavano sui binari ma non è ancora chiaro se i due stessero attraversando i binari o se il padre stesse cercando di fermare il figlio che minacciava di dirigersi verso i binari con il treno in arrivo.

Sul posto sono intervenuti la Polfer, che sta svolgendo tutti gli accertamenti per ricostruire la dinamica, il 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Richiesto anche l'intervento dell'Autorità giudiziaria. Il traffico ferroviario in entrambe le direzioni, sul tratto Marotta-Senigallia, risulta ancora sospeso. Nel frattempo, fa sapere Trenitalia, "i treni Alta Velocità e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti". Tra Senigallia e Marotta, per quanto riguarda i treni Regionali, Trenitalia ha allestito bus sostitutivi.

AGGIORNAMENTO ORE 15 - 

Si chiamavano Stefano e Claudio Pannacci. Sono loro, padre e figlio, le due vittime della tragedia avvenuta mercoledì sera sui binari all'altezza del lungomare Mameli, a Senigallia. Stefano Pannucci, 63 anni, ed il figlio Claudio, 26, sono stati investiti da un treno merci in transito. Il tutto davanti gli occhi dell'ex moglie del 63enne e mamma di Claudio. Stefano, di Valfabbrica, si trovava in città con l'ex moglie e suo figlio Claudio, quest'ultimi invece residenti a Perugia. La famiglia da diversi anni raggiungeva la spiaggia di Velluto per trascorrere le vacanze estive. Da una prima ricostruzione - come ribadito dai colleghi del nostro gruppo Citynews (www.anconatoday.it)  sembrerebbe che Claudio volesse farla finita. Quando mancavano poche centinaia di metri dall'arrivo del treno il giovane si sarebbe buttato tra i binari. A quel punto papà Stefano avrebbe tentato di salvarlo, correndo da lui  per cercare di fermarlo. Ormai però era troppo tardi: il macchinista non ha potuto far niente e li ha travolti entrambi, uccidendoli sul colpo

I minuti prima della tragedia

Già nel pomeriggio di ieri si era verificata una situazione particolare che potrebbe aver fatto da preludio alla tragedia. La mamma di Claudio aveva infatti notato il figlio mentre osservava il vuoto sopra degli scogli. Il 26enne era in piedi, immobile, di fronte al mare mosso e con lo sguardo perso. La donna era però riuscita a farlo tornare a riva. Poi, alcune ore dopo, il dramma. Quando mancavano pochi minuti alle 21 Claudio è uscito a piedi dall'albergo dove soggiornava insieme ai genitori. Il padre lo ha seguito nel tentativo di parlarci un po'. A quel punto il ragazzo ha scavalcato le barriere in cemento ed ha iniziato a camminare sui binari, con il treno merci visibile già in lontananza. I loro corpi sono stati sbalzati per decine di metri, sotto gli occhi della donna, che nel frattempo li aveva raggiunti. Sul posto intervenuti i carabinieri, la polfer, i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Sulla vicenda indaga la procura di Ancona. 

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