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Cronaca

Storie perugine: oggi si festeggia l'antichissima tradizione della calata del Santo Anello

Oggi si celebra l'antica tradizione perugina della Madonna della Grazia. L’anello è custodito in un reliquiario in rame e argento, incluso in una cassaforte, posta a otto metri di altezza

Oggi si celebra il Santissimo Nome di Maria ed è antica tradizione perugina festeggiare la Madonna della Grazia (non “delle Grazie”, come precisa l’amico arciprete don Fausto Sciurpa  che, da accorto filologo, traduce giustamente “Mater Gratiae” al singolare).

La Vergine è protettrice della città di Perugia e dell’Archidiocesi, venerata attraverso la classica immagine dipinta su una colonna della cattedrale e attribuita alla scuola del Perugino (se non al “divin pittore” in persona, come fa il critico d’arte Elvio Lunghi).

Stamattina, alle ore 10, viene calato il tabernacolo col Santo Anello e si ricorda che nel 1487, su impulso di Bernardino da Feltre, fu costituita la “Confraternita di San Giuseppe e del Santissimo Sacramento”, sviluppatasi intorno alla reliquia. Proprio quella (ritenuta anello sponsale della Vergine)  che il frate minore francescano Winter da Magonza, il 2 luglio 1473, rubò a Chiusi. Quindi, persosi tra le nebbie della Valdichiana e giunto per caso alle porte di Perugia, donò l’anello al priore Matteo di Francesco Montesperelli, che ne dispose la conservazione nella Cappella dei Decemviri del palazzo comunale.

L’anello, in calcedonio, è custodito in un reliquiario in rame e argento, incluso in una cassaforte, posta a otto metri di altezza. Il tutto entro un vano, protetto da un’inferriata dorata e coperta da un drappo rosso porpora.

L’apertura della cappella, della cassaforte e del reliquiario richiede l’uso di 14 chiavi, custodite da diversi soggetti: il Capitolo di San Lorenzo (3), i Collegi del Cambio e della Mercanzia (una a testa), l’Archivio del Comune (8), l’arcivescovo (una).

I canonici della cattedrale, ai quali fu affidato il prezioso simbolo, dopo la donazione al vescovo, si tennero ben stretta la reliquia, anche per motivi legati al turismo religioso che avrebbe portato pellegrini e benessere in città. Si rinnova dunque, nella festa della Madonna della Grazia, la “calata” del Sant’Anello, con la successiva ostensione e adorazione.

Il “Santo Anello”, oltre all’aspetto devozionale, ha per la Chiesa un significato simbolico della santità del matrimonio cristiano, messo sotto la protezione della Madonna e di san Giuseppe, coppia di esemplari virtù.

La tradizione popolare ritiene che le preghiere in raccoglimento davanti alla reliquia siano protettive dell’organo della vista. Durante la messa delle 18:00, stasera in cattedrale avverrà l’ordinazione di sei nuovi diaconi.

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