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Tornare a scuola, Cna lancia l'allarme: "Trasporto scolastico a rischio"

"Senza un ristoro economico e garanzie sui nuovi contratti da parte dei Comuni per le imprese non ci sono le condizioni per ripartire"

“Aspettiamo da mesi risposte dalle quali dipende la nostra sopravvivenza. E adesso, a pochi giorni dal ritorno sui banchi di scuola, si rischia che non ci siano le condizioni minime per garantire la ripartenza del servizio di trasporto scolastico”. È la denuncia di Enrico Ceccarelli, presidente di un consorzio di imprese umbre del settore e dirigente di Cna Umbria.

“Da mesi chiediamo con note scritte ai Comuni, all’ANCI, alla Regione Umbria e all’Ufficio scolastico regionale, di essere coinvolti nell’organizzazione del servizio di trasporto scolastico per l’anno 2020/2021 – ha dichiarato Ceccarelli -. Siamo ormai arrivati a ridosso della partenza di quello che si profila come un anno scolastico di enorme complessità per il trasporto degli studenti e c’è ancora totale incertezza. Alle nostre imprese, senza incassi da marzo e senza più liquidità, si chiede di essere pronte dall’oggi al domani a garantire il servizio senza prima aver risolto un punto cruciale: il ristoro da parte dei Comuni dei danni economici subiti dalla sospensione dei contratti dopo la chiusura delle scuole a marzo.”

“Abbiamo sempre avuto un atteggiamento propositivo -  Marina Gasparri, responsabile di Cna Fita trasporto persone -, chiedendo almeno di sederci attorno a un tavolo, magari con il coordinamento di Anci, per trovare una soluzione condivisa e dare un segnale alle imprese del settore. Il decreto Rilancio convertito ha stabilito la legittimità di un ristoro verso le imprese affidatarie per il danno economico subito, sarebbe quindi nell’interesse di tutti condividere una percentuale, che a nostro avviso deve essere di almeno il 40% sul totale del valore dei contratti originari, da versare alle imprese e portare un po’ di sollievo finanziario a realtà sull’orlo del collasso. Per il trasporto degli studenti delle superiori, garantito dal servizio ordinario di Tpl, una soluzione si è trovata con il potenziamento delle corse”

Resta il nodo del trasporto su affidamento dei Comuni per la scuola dell’obbligo. Gli enti hanno avviato solo adesso trattative con le imprese affidatarie dei contratti, ma, oltre al ristoro, mancano una cornice univoca e garanzie sul futuro.

“Comprendiamo – prosegue Ceccarelli - il clima di incertezza e di oggettiva difficoltà e quindi non ci aspettavamo risposte immediate e definitive, ma quanto meno che il nostro grido di aiuto fosse ascoltato e che fossimo riconosciuti come interlocutori in grado di portare un contributo grazie alla nostra esperienza. Arrivati a questo punto le imprese del settore saranno in grado di garantire la ripresa regolare del servizio di trasporto scolastico solo in presenza di alcune condizioni essenziali: innanzitutto il ristoro economico per avere un minimo di liquidità e poter affrontare i costi dell’avvio del servizio; poi soluzioni organizzative concordate e contratti che si facciano carico dei maggiori costi per garantire la sanificazione dei mezzi e il personale ausiliario per l’eventuale rilevamento della temperatura e la gestione della salita e discesa dal mezzo. Soprattutto servono garanzie sul futuro: i nuovi contratti devono prevedere un anticipo congruo sui corrispettivi e formule di salvaguardia qualora il Governo dovesse chiudere di nuovo le scuole.”

“La situazione è difficilissima e dispiace non aver avuto fino ad oggi nessuna disponibilità al confronto dai Comuni e dall’Anci, che avrebbe potuto svolgere un ruolo di coordinamento. Nessuno vuole arrivare alle estreme conseguenze ma – concludono Ceccarelli e Gasparri - deve essere chiaro a tutti che la ripartenza del servizio di trasporto scolastico è a forte rischio. Le imprese, se costrette dalla situazione, sono pronte a fermarsi.”

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